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La Filosofia dello Zaino!

03 Apr

Di cosa tratterà davvero questo blog?
La domande è lecita ma anche fuorviante; nel momento stesso in cui oggi mi seggo alla tastiera e riavvio il progetto, non ho idee precise sul destino di queste pagine telematiche. Ho, però, molte idee e una quantità di spunti ragguardevoli.

Vediamo…
Mi sono occupato di scienza – con risultati non eccellenti, accademicamente – e di divulgazione della scienza, che è stato anche il mio mestiere a tempo pieno per oltre un anno e continua a esserlo saltuariamente. Studio storia, per passione e per interesse, e approfondisco la storia della scienza, la filosofia della scienza e quanto alla scienza si rifà.
Studiare, leggere e informarsi, però, apre la mente alle prospettive più diverse: capita, quindi, che leggendo Feyrabend per un esame di filosofia della scienza mi scopra anti-liberale, più di quanto pensassi. Capita che riflettendo sul liberalismo/liberismo, mi scopra meno “science friendly” di quanto ritenessi giusto e, anzi, cambiassi la mia opinione sulla scienza come motore della società contemporanea/futura. Capita anche che, pregando, rivaluti certi approcci relativistici.

Una serie di spunti e approcci lungo la strada, ecco la definizione che mi piace di più; approcci che si accomodano nel mio zaino e mi tengono compagnia. Per questo oggi parlerò della filosofia dello zaino.

Le riunioni e gli incontri di lavoro comportano accumulo e trasporto di materiale; c’è chi si presenta con il pc, chi arriva con faldoni di appunti, chi deve portare con sé numerosi libri e così via. L’approccio con cui si affronta questo trasporto è secondo me un fattore da non trascurare nel comprendere chi abbiamo di fronte e, specularmente, nel presentarci agli altri, perché lancia segnali – manifesti – di come vediamo la nostra vita. Molti impiegano per questo trasporto borse, borsoni, borselli di varia stazza, taglia e origine: l’avvocato con borsa è un’icona, così come il medico o il giornalista di redazione. Alcuni, tuttavia, hanno approcci diversi.
Io uso lo zaino.
Lo zaino è più comodo quando devi muoverti a piedi, in bici o in scooter; grava sulla schiena ma non impegna le mani e lascia ampia libertà di movimento. Lo zaino ti segue ovunque vai, senza ostacolarti. Lo zaino.. è un vantaggio. E poi ha significati più sottili ma ugualmente importanti.
E’ informale, distacca dalla massa di chi si lega all’icona della borsa da lavoro. Non tanto innovare quanto segnalare che si è nuovi, ecco perché lo zaino. E segnalare che non c’è status symbol a definirci, solo la nostra volontà di usare un oggetto dotato di vantaggi empirici.

Soprattutto, lo zaino è il compagno di cammino. Lo zaino è lo strumento ideale per chi fa strada, chi si mette sulla strada: strada intesa come susseguirsi di incontri, frangenti, scoperte, compagnie e luoghi nuovi. Stare sulla strada non è una condizione fisica, è uno status mentale: è la mentalità di chi si apre all’altro e all’incontro con l’altro, non per professione ma per vocazione. Non si può camminare isolati dal mondo – anche se ci proviamo spesso – e non si può camminare senza imparare da chi ci circonda. Lo zaino simboleggia così tutto ciò che sulla strada apprendiamo, si fa contenitore delle nostre esperienze, un contenitore che rimane con noi e che dice agli altri: “Ehi, questo che mi porta è un uomo della strada, uno che ne ha viste e che ne vedrà, non una persona rinchiusa tra quattro mura che marcisce negli schemi più comuni. E’ uno che vive per incontrare gli altri”.
Adoro la strada. Aiuta a relazionarsi con chi ci sta attorno, chi cammina con noi: nulla come la fatica, il sudore e le difficoltà di un aspro sentiero uniscono le persone e insegnano a conoscersi veramente. Vorrei che fare strada fosse il mio modo di affrontare per intero la vita. Ci conto, spero e penso di farcela. Abbiamo tanti ostacoli nel realizzarci, ma nessuno può toglierci la strada.
Per questo viaggio con lo zaino: nero, compatto, predisposto al trasporto del mio caro Dell Studio 15 (in attesa di fondi per un MacBook pro), reticelle per bottiglia d’acqua e ombrello, scomparti per libri, appunti, penne e mouse. Second Skin azzurra per preservare il pc dai colpi delle sempre grate Ferrovie. Viaggio sulla mia strada con il pc, certo che questo sia il modo migliore – per me – di affrontare tutto questo.
Sulla strada: non on the road ma come uomo della strada, vedetta dei tempi che verranno. Da questa posizione di privilegio, vi parlerò nei prossimi post di liberismo, di scienza, di relativismo e molto altro ancora. Estraendo ogni volta un testo diverso dallo zaino.

Lo spunto dello zaino al lavoro è nato anche ascoltando Andrea Vico, che ringrazio. Un professionista della divulgazione.

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1 Commento

Pubblicato da su 3 aprile 2011 in Sproloqui

 

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Una risposta a “La Filosofia dello Zaino!

  1. Lo zaino

    6 aprile 2011 at 17:28

    Salve, innanzitutto vorrei presentarmi: io sono uno zaino…uno zaino comune, di quelli comunemente usati dai viaggiatori delle Ferrovie dello Stato.
    Ho apprezzato molto l’articolo apparso su questo blog (è un blog, vero?) in cui si tratta di una filosofia con me. Ma vorrei precisare che la mia vita, così come quella dei miei simili, non è tutta rose e fiori. Voi umani non avete idea di cosa bisogna sopportare durante i viaggi o anche solo i semplici spostamenti. Si viene gettati malamente su sedili quando va bene, su monumenti in marmo o in pietra quando va male. La considerazione di chi ci utilizza viene meno con l’età e alla fine della nostra esistenza si finisce nei vari dimenticatoi oppure in cassonetti putridi.
    Ma non vorrei fare del tutto il disfattista; anche nelle nostre semplici esistenze di accessori da viaggio ci sono momenti belli, ad esempio quando possiamo vedere il mondo, viaggiare lontano e andare effettivamente all’avventura.
    Peccato che il più delle volte, il nostro viaggio sia breve, giusto il tempo di andare da Savona a Genova via treno. Io vorrei tanto poter vedere luoghi differenti dalle solite stazioni e quindi approfitto di questo blog per lanciare un appello a chi utilizza uno zaino: non fateci soffrire su sedili di treno mai lavati senza darci la possibilità di realizzare la nostra esistenza; noi siamo come voi umani, vogliamo evolverci, imparare e cercare di trovare la nostra giusta collocazione in questo universo.
    Trattateci come vostri eguali e non vi deluderemo.

    Uno zaino

     

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