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Pregare per un comunista!

19 Mag

19 maggio 2438

Ho trovato questo in un diario ciellino milanese. Da storico e amante dell’archivismo, l’esplorazione di reconditi anfratti informatici mi ha condotto a questa eclatante scoperta che getterà senza dubbio una nuova luce sulla situazione politica italiana all’inizio dell’attuale millennio. Credo che tutti gli storici della politica possano essere interessati a questo testo.

Caro diario,
Sono meravigliato di me stesso! E’ qualche giorno che prego fortemente che a Milano vinca un comunista, brigatista, ladro d’auto e vicino alla criminalità milanese.
Come avrai immaginato, mi riferisco alle elezioni comunali; contro ogni attesa il Popolo del Bene e della Libertà è stato costretto al ballottaggio, nonostante lo stesso Silvio si sia speso per la sua parte in campagna elettorale.
Qui sono tutti un po’ sotto choc; nessuno pensava che uno come Pisapia – che è anche stato inquisito, pensa te! – potesse portare Letizia al secondo turno, tantomeno ottenendo più voti di lei. Sembrava veramente un disastro, la domenica, milanese, con Umberto che strillava e il Trota che chiedeva cosa fossero quegli strani numeri rossi sul televisore. “Dov’è finito il verde, pà?”.
Sembra un disastro, non è vero mio caro? Eppure è successo davvero! Qui, nel cuore azzurro dell’Italia che produce, un rosso da centro sociale potrebbe essere sindaco. La cosa sembra veramente sconvolgente…
…ma non lo è! Almeno, non per me! Davvero… non so cosa direbbe don Giussani – pace all’anima sua – ma sono quasi contento. Credo che Silvio un po’ se la sia cercata, con questi toni esasperati. Toghe rosso, pericolo rosso, referendum sul governo, città in mano ai centri sociali, candidato brigatista, brigatista e procure…
Toh, per una volta la sconfitta gli sta bene! Non capisco perché accendere toni contro un avversario politico che, di per sé, sembra davvero una brava persona. Va bene, è di sinistra… ma che male ha fatto? Ne parlavo ieri con Igor e la pensa come me, anche Cate è d’accordo. Nessuno di noi apprezza la politica dei vendoliani  – e Pisapia è veramente un vendoliano – siamo tutti d’accordo che a Milano serva ben altro. Però basta con questi toni da terrone spaventato, caro Silvio. Veramente, non ce la facciamo più.
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci governi, non che usi il governo per le sue beghe personali, che la smetta di dare addosso alle altre istituzioni. Silvio, per favore, smettila. Hai visto, così non funziona.
Io ero in vacanza, non ho potuto votare ma, stando ai toni, se continui così con Letizia – oggi Umberto ha detto che Pisapia è pazzo, pensa te – la prossima settimana voto anch’io per i rossi. Meglio quattro anni di centri sociali se serve a svegliare questa destra troppo populista. Ho voglia di un centrodestra che funzioni, non che usi i valori in cui crediamo come una bandiera da issare per ottenere voti ma poi li calpesti nella pratica.
Fai qualcosa tu o faremo qualcosa noi… e non credo ti piacerà.
Continuerò a pregare per Pisapia, sono certo che Gesù mi capirà; forse anche Giussani sarebbe stato d’accordo con me. Forse, solo per una volta, dare un colpo a chi non crediamo sia il migliore potrebbe destare qualche animo dalle nostre parti, aiutarci a scrollarci di dosso i pesi più ingombranti e ripartire per costruire l’Italia che ci piacerebbe fosse. Senza processi, senza festini, senza responsabili-a-pagamento, senza lotte istituzionali.
Per favore, fa che vinca Pisapia…

L’analisi delle fonti sembra confermare l’originalità del documento, ma molti lavori sono ancora in corso. Vi aggiornerò al pervenire di eventuali testi successivi. Non abbiamo, infatti, informazioni dirette relative a questa elezione, si trovano nei file di prossima decrittazione (il sistema di scrittura pare fosse basato su un inefficiente sistema operativo, il cui nome suona come Windzozz). A presto, lettori di “Storia a cavallo dei Millenni”.

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Pubblicato da su 19 maggio 2011 in Diari, Politica, Sproloqui

 

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