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Salta il Crostis: ciclismo o automobilismo?

21 Mag

Non è un tema propriamente politico ma… oggi ci sta!

La comunicazione sul sito della Gazzetta – alla pagina del Giro d’Italia è abbastanza chiara. La tappa di oggi, che prevede l’arrivo sullo Zoncolan, non comprenderà la salita e la discesa del Crostis, una salita che poteva scrivere la storia di questa corsa come poteva farlo la sua discesa. Le lamentele dei direttori sportivi, lamentele di facciata, hanno avuto la meglio sulla necessità di una corsa seria e, nei limiti del comprensibile e dell’accettabile, rischiosa.

Leggiamo assieme il comunicato della giuria:
Benché l’organizzatore abbia preso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei corridori, in seguito alle varie lamentele dei Direttori Sportivi conseguenti all’impossibilità di garantire una gestione sportiva ottimale nel finale della tappa (non avendo le ammiraglie la possibilità di circolare normalmente in corsa per 37,2 km) e dopo l’analisi della proposta fatta dall’Organizzatore per risolvere questo problema, il Collegio dei Commissari non reputa sufficiente tale proposta. Di conseguenza, il Collegio dei Commissari prende la decisione di non autorizzare lo svolgimento della tappa nella sua interezza così come definita nella Guida Tecnica del Giro. La salita di Monte Crostis e la conseguente discesa vengono eliminate dal percorso. L’Organizzatore comunicherà un percorso definitivo in sostituzione di questa tappa con le relative modalità. In questo nuovo percorso le ammiraglie saranno autorizzate a seguire la gara fino ai piedi della salita finale di Monte Zoncolan.
Diciamolo chiaramente: suona veramente male questo comunicato. I concetto di gestione sportiva ottimale” è palesemente una scusa per evitare troppi chilometri senza adeguata copertura radio (i famosi auricolari) e senza assistenza tecnica completa e personalizzata. La pericolosità della discesa nemmeno è citata come un problema, anzi, nonostante tutto quello che è stato detto nei giorni scorsi sembra chiaro che “l’organizzatore abbia preso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza“. Tutte le misure!

Sono veramente amareggiato, non è questo il modo di fare ciclismo e non è questo il modo di onorare questo nobile sport. Già la credibilità è in calando – giustamente – a causa dei molti casi di doping, figuriamoci ora che si modificano le tappe perché i direttori di corsa non riescono a gestire al meglio il percorso. Non credo ci siano parole per descrivere ciò che provano gli appassionati… e a leggere i commenti sul sito della Gazzetta la grande maggioranza concorda con me in questa appassionata difesa di una salita/discesa che avrebbe potuto fare la storia del Giro.

A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina. E questa volta si pensa male di Rjjs e di Contador, forse un po’ troppo preoccupati per una discesa che avrebbe potuto mettere in leggera crisi lo spagnolo, soprattutto davanti a un pazzo come Nibali (ma anche Scarponi sa andar giù veloce). Contador è nettamente il più forte – deciderà il TAS se a causa del doping o meno – e non ha bisogno di questi mezzucci per vincere. Se le pressioni di Rjjs hanno portato dalla sua altri direttori sportivi per le chiare implicazioni di supporto reciproco/politico con il fortissimo direttore sportivo della Saxo Bank, questa è veramente una delle pagine più cupe del ciclismo. Per Contador vincere a Milano dopo aver affrontato questa stessa tappa avrebbe avuto tutto un altro sapore, mentre da oggi si stenderanno veli e ombre sulla sua correttezza e sulla reale portata della sua vittoria.
Un campione non credo che necessiti di aiuti di questo tipo per portare a casa una maglia di leader, che ha fin’ora guadagnato con abbondante dimostrazione di superiorità tecnica. Avrei preferito ce l’avesse mostrata sul Crostis come sullo Zoncolan, comportandosi da vero campione. I campioni, quelli veri, penso siano d’accordo con questa linea, non riesco nemmeno a immaginare Merckx o Coppi rinunciare a un pezzo di tappa per semplificarsi la vita.

Giornata deludente, quindi. Comunque, vada, perderò questa tappa causa scoutismo; ora la perdo con meno amarezza, visto che la parte più spettacolare e più innovativa è stata cancellata. Non per la sicurezza, certo no, lo dice il comunicato. Ma per consentire una “gestione sportiva ottimale“. Se la tengano, noi vogliamo il ciclismo!

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Pubblicato da su 21 maggio 2011 in Diari, Sproloqui

 

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