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Bentornata democrazia

14 Giu



Quorum raggiunto.
La vittoria schiacciante del SI non era certamente in bilico, il dubbio era semmai se si sarebbe raggiunto il quorum. Dubbio evaporato probabilmente già domenica sera, quando alle urne era andato oltre il 40% degli aventi diritto, ma rimasto nell’aria fino a ieri alle 15.00, quando si è capito che l’Italia stava cercando di scrivere una nuova pagina della sua storia.

Che fossimo a una svolta storica della democrazia italiana, ce ne siamo accorti tutti noi membri dei seggi elettorali già domenica mattina alle 8.10. Sinceramente non ricordo un’affluenza così immediata e sentita a una tornata elettorale. Certo, le elezioni politiche raggiungono l’80% degli aventi diritto ma sono anche un caso del tutto a parte. Noi abbiamo chiuso al 65% e per alcune regioni questa è un’affluenza da amministrative.
Benissimo così.

Nei prossimi giorni molti incominceranno a discutere su chi abbia vinto questo referendum; al di là dell’ovvia vittoria dei SI abrogativi, questa è stata una vittoria della democrazia e dell’Italia, del suo popolo.
Della democrazia perché finalmente, dopo anni di coma (cit- Travaglio), il referendum popolare ha ripreso vita. L’ha fatto nonostante i beceri tentativi di boicottaggio da parte di molte forze politiche e degli esponenti del governo – un tentativo vergognoso che andrebbe criminalizzato e punito penalmente, a mio avviso – che sono giunti anche alla menzogna sistematica sulle cinque reti televisive di regime. Nel bailamme Rai, quel che è ridicolo è che se voglio trovare dell’informazione oggettiva del rifarmi a un privato, La7, vera piazza multicentrica dell’Italia che pensa. Grazie Silvio!
L’ha fatto nonostante la fortissima politicizzazione dei partiti del centro sinistra che, non sempre loro promotori, questa volta li hanno sfruttati per veicolare la marea antiberlusconiania. Era un rischio grossissimo perché poteva spingere alcuni elettori – sensibili ai temi in discussioni ma favorevoli al governo (poveri illusi) – a non recarsi alle urne. Ora Bersani festeggia… ma dovrebbe abbassare la cresta. Il merito del referendum, se vogliamo darlo a un partito, è soprattutto dell’Italia dei Valori.
L’ha fatto nonostante il paese si fosse disaffezionato al referendum, troppo inflazionato in passato grazie a un’opera barbina dei Radicali che hanno sottoposto a referendum qualsiasi cosa, anche le norme sulla gestione dei gatti del Quirinale.
Dell’Italia perché ha riaffermato la sua volontà sulla politica; è stato un voto del popolo e non dei partiti. I referendari sono riusciti a esprimersi anche all’interno di quelle forze politiche che hanno osteggiato il referendum proprio perché i temi non erano distanti o insensati ma perfettamente integrati nella sensibilità italiana di oggi. Certo, poco ci vuole a trascinare sul carro dei vincitori anche la solita partitocrazia arrivista, di cui Bersani è un ottimo rappresentante, ma oggi dobbiamo gioire per ben altro. Tuttavia il ritorno a un referendum valido, nonostante le menzogne mediatiche e governative, è un successo da ascrivere interamente a un risveglio italico.
Indubbiamente c’è ancora molto lavoro a compiere; il pericolo di un ritorno di Berlusconi per le prossime elezioni è più vivo che mai, non ce ne siamo ancora liberati. L’Italia è ancora piena di ciechi e sordi disposti a votarlo o a votare un partito membro della sua coalizione, probabilmente parliamo di più di quindici milioni di persone coinvolte. Purtroppo non hanno ancora sviluppato senso critico – e dubito possano farlo, visto che non parliamo di quindici milioni di bambini – e anche l’Italia ha la sua fascia di voti buttati in forze politiche senza senso. Il PdL ne è sicuramente il principe. Ma l’espressione democratica resta.

Bentornata, dunque, democrazia: bentornata tra noi, in Italia. Adesso, però, viene il difficile: farla restare. Per ottenerlo bisognerà respingere i canti delle sirene del Nano, mantenere alto il livello politico della sinistra, proseguire sulla via della democrazia interna (cfr Primarie…).
Berlusconi ha rovinato per troppo tempo l’Italia, ora che anche alcuni dei suoi elettori – quelli meno ciechi – si stanno svegliando, dobbiamo fare l’ultimo sforzo per completare l’opera, a partire da una nuova legge elettorale che veramente consenta all’Italia di essere rappresentata (e che formi una maggioranza reale manifestazione della maggioranza degli italiani… senza premi e furti che mandino al governo forze votate dal 30% degli elettori (cfr. politiche 2008)!).
Questo passo è stato compiuto, mettiamoci al lavoro per compiere i prossimi; la corsa è ancora lunga e gli animali feriti sono i più pericolosi, non tutti restano adagiati sul fondo valle a farsi calpestare dalle mandrie. All’opera, democratici di destra, sinistra e centro: riprendiamoci il nostro paese!

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Pubblicato da su 14 giugno 2011 in Politica

 

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