RSS

La sinistra deve essere anticristiana?

07 Set

Sono giorni difficili per chi, a sinistra, pensava di essere cristiano – o, forse, per chi, cristiano, pensava di essere di sinistra.
Il dibattito circa fantomatiche inique esenzioni fiscali del “Vaticano” hanno caratterizzato una dura fase di contestazione della manovra finanziaria del Governo B., mettendo in mostra un repertorio di faciloneria, approssimazione e disinformazione che non mi aspettavo dalle correnti politiche che sostengo con atti, parole e voti.
La Questua di Repubblica, in quanto a disinformazione, penso sia seconda solo al terzetto Il Giornale/Libero/Minzolingua; sentire voci che rispettavo sparare dati inesatti a tutto spiano, spacciandoli per realtà, e vedere molta gente abboccare al tranello anticlericale ha generato un misto di scoramento e irritazione che ha avuto i suoi strascichi e continuerà ad averli in futuro.

Mi sono seriamente chiesto se l’anticristianesimo/anticlericalesimo sia una parte del codice genetico della sinistra di cui la sinistra stessa, per definizione, non possa fare a meno.
Credevo di no, da buon cattocomunista (appellativo che, come insulto, con me non attacca) ma corro il rischio di dovermi ricredere. Dati e parole alla mano, sembra proprio che la base elettorale della sinistra odi più chi aiuta i deboli (la Chiesa) rispetto a chi li affossa e li sfrutta (B. & C.).
Non sono valutazioni mie, in verità: è quello che ho raccolto discutendone qui e là su internet o con gli amici. Tutti disposti ad abbattere lo Psiconano, tutti dell’idea che lo stato sociale sia fondamentale, che l’Italia debba essere luogo per immigrati e via dicendo… e tutti pronto ad andare contro la più grande entità generatrice di “Wellfare” che abbiamo in Italia (ma anche in Europa o sul pianeta, suvvia). Affossare la Chiesa è diventato un principio valido di per sé, e pace se nel farlo – modificando la legge – si distrugge tutto il volontariato italiano. Eh si, perché i fatti, acclarati per me dalla lettura di leggi & decreti attuativi mai nominati dai detrattori, sono due:
La Chiesa già paga le tasse normalmente su tutti gli enti o le attività a carattere commerciale. Dove non lo fa è evasione fiscale e ci mancherebbe che non la andassero a punire. Ovviamente capita anche che i comuni si dimentichino… e lì scatta anche la collusione delle amministrazioni.-
Non si possono togliere le esenzioni alla Chiesa senza toglierle a tutto il no profit. Questo perché la legge parla genericamente di varie categorie di attività (tra cui l’istruzione privata… già, le scuole private non pagano l’ICI, tutte le scuole private… ma anche le COOP), quindi l’abrogazione sarebbe integrale. Peraltro, modificare la legge per escludere solo le attività ecclesiastiche sarebbe… come dire… incostituzionale! (Articolo 20).

Questo fatto è però un esempio soltanto, quello più recente da cui nasce la mia riflessione. Riflessione che parte da lontano, dalla formazione di una personale coscienza e volontà politica.
Mi sento apertamente di sinistra: in campo sociale penso di essere così a sinistra che i marxisti duri e puri avrebbero da prendere appunti quando parlo.
Approvo in toto lo stato sociale: per me la sanità dovrebbe essere solo gratuita e pubblica. Niente studi privati, niente cliniche. Esclusivamente statale: la salute è un bene troppo grande perché possa essere oggetto di logiche di mercato. Analogo discorso per le industrie farmaceutiche, ovviamente: nessuno dovrebbe sborsare un euro per essere curato.
Credo che gli evasori debbano essere puniti seriamente: un avvocato, un medico, un notaio che evade deve essere espulso dall’ordine. Stop. Un commerciante o un imprenditore che evade deve essere privato della sua attività, che verrà rivenduta all’asta. Stop. Un evasore, oltre alla multa, dovrebbe essere indirizzato a lavori di pubblica utilità (strade da asfaltare e così via) per ripagare la collettività di quello che le ha negato per anni.
Credo che le differenze di reddito/salariali/di classe debbano essere cancellate (su quelle di classe bisognerebbe aprire un altro topic perché non sono sicuro che queste classi esistano) dovrebbero essere minimizzate: non ha senso che un operaio guadagni mille euro e un dirigente un milione. Differenze minime e via così. In questo sono ampiamente contrario a ogni arricchimento basato sullo sfruttamento del lavoro (fisico o intellettuale che sia) altrui.
Sembrerebbero ordinarie posizioni d’estrema sinistra, di quella sinistra d’altri tempi… ma a cercarne le fonti, non le si trova in Marx, Lenin o Stalin.
Ho sviluppato queste idee su ben altre basi, che ho l’onore di riportarvi qui sotto:

Atti degli Apostoli, 2,42-48
Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane  e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Atti degli Apostoli, 4,32-37
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa “figlio dell’esortazione”, un levita originario di Cipro, che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l’importo deponendolo ai piedi degli apostoli.

Si, avete a che fare con un cristiano d’altri tempi, non c’è dubbio. E questo, in politica, comporta non pochi problemi.

L’essere di sinistra in quanto cristiano vuol dire, secondo me, semplicemente ritrovare la politica sociale della sinistra più idonea all’ideale di società (utopica, ahimè) che perseguo. Insomma, un’unione di intenti che ha radici in parte comuni.
Questo comporta problemi non da poco quando si scende in campo etico, perché lì le posizioni si radicalizzano su distanze a volte insormontabili.
Non faccio mistero di essere radicalmente antiabortista: ritengo l’aborto un omicidio al pari di prendere un fucile e sparare a una persona per strade. Peggio ancora, è l’omicidio ordito dalla madre stessa dell’assassinato, quindi ancora più spregevole. Comprendo razionalmente le motivazioni che, talvolta, spingono una donna a questa scelta, ma sono convinto che si tratti di una questione di educazione sociale più che di problemi pratici. Se la società proponesse fortemente serie alternative all’aborto ed educasse le giovani generazioni a queste alternative (l’abbandono del bambino e la sua assegnazione ad altra famiglia in primis), al fianco di una dovuta educazione alla responsabilità sessuale (se ti senti abbastanza grande da andare a letto con il tuo fidanzato, sappi che sei anche abbastanza grande da poter gestire la maternità che potrebbe conseguirne), penso che l’aborto diventerebbe uno strumento sorpassato, vetusto e barbaro quanto la tortura.
Sono anche contrario all’eutanasia, ma per quanto riguarda me. Penso che la vita sia un dono che non tocca a noi interrompere. D’altronde, in pieno accordo con la Chiesa, sono dell’idea che ciascuno abbia diritto di errare un po’ come gli pare. Nessuno ci obbliga a essere cristiani… quindi, con le dovute cautele, l’eutanasia dovrebbe essere una scelta autonoma del malato. Una scelta certa e sicura, però, non vaga e raggiunta per persone incapaci di comunicare attraverso vaghi ricordi di improbabili discussioni di anni addietro. Fogli scritti, firmati e testimoniati circa le proprie volontà sul proprio corpo. E, in caso di dubbi, massimo sforzo al mantenimento in vita. Non per niente, la Conferenza Episcopale Spagnola la pensa come me: in Italia, causa presenza del pastore tedesco, abbiamo un po’ di problemi a leggere le Scritture in ottica contemporanea.
In materia di referendum sulle staminali (termine veramente improprio), mi rifiutai di votare, con buona pace del PD e del suo impegno per il si. Erano quattro quesiti posti male, gestiti peggio, talvolta folli. Il problema è che su quella materia non si può far decidere a un referendum: c’è gente lautamente pagata in parlamento perché deliberi, con il sostegno e la consulenza di esperti… ebbene, che lo faccia! E io ringrazio il cielo di avere una cultura scientifica abbastanza valida da capire tutti e quattro i quesiti, comprese le conseguenze… l’italiano medio penso che non abbia afferrato nulla di quei referendum. Oltretutto un referendum è semplicemente abrogativo ed eliminare quelle norme – alcune delle quali decisamente antiquate – non avrebbe causato un vantaggio ma avrebbe semplicemente generato il far west legislativo. La conseguenza, dati alla mano, sarebbe stata l’eugenetica. permettetemi di condannare la selezione artificiale della razza umana…

Potrei intrattenervi decisamente a lungo con altri esempi, ma credo sia opportuno giungere al traguardo.
Essere cristiano di questi tempi mette in difficoltà l’essere di sinistra, almeno in me. Ci sono troppi spigoli che, anziché essere smussati dal tempo, si acuiscono e fanno male. Non fosse per questi, mi sarei già dedicato alla politica attiva da tempo, ma la difficoltà principale è trovare un partito in cui agire seriamente, senza sentirsi castrato o fuori luogo.
Evirando dal discorso ogni riferimento al centrodestra berlusconiano, la scelta è comunque difficile, perché l’UDC ha una politica sociale francamente troppo liberale – e, nonostante Popper, sono fieramente anti-liberale e anti-capitalista – mentre il PD ha la capacità di spiazzarmi ogni volta con azioni folli, come candidare dei radicali nelle sue liste, gente veramente priva di buonsenso (cristianamente parlando). L’IdV, detta in tutta sincerità da uno che più volte l’ha votata, mi suona come un partito a termine: pensionato il Nano, questi scompaiono. SEL promette bene ma è anche vittima di quei rigurgiti anticlericali che colpiscono già troppo il PD, figuriamoci i post-comunisti duri e puri. E’ veramente dura, lo so…

Abbiamo debordato dal tema principale: la sinistra deve essere anticristiana?
Vi ho esposto il mio cammino ideale: penso che, sulla base di questo, non debba esserlo. Credo, fatti di front agli occhi,l che voglia esserlo. Penso anche che una certa chiesa (la minuscola è voluta) – vedi Fisichella e le sue contestualizzazioni; vedi Ruini, vedi Bagnasco disposto a vendersi per qualche euro – faccia di tutto per riuscire indigesta a quegli elettori che, Vangeli alla mano, condividono in realtà la visione del cristianesimo. Penso, tutto sommato, che un cristiano non possa votare nulla che sia più a destra dell’UDC, perché l’equa ripartizione delle ricchezze non è un dettaglio insignificante del credo cristiano. Credo anche che le difficoltà nel votare qualcosa più a sinistra del PD siano dovute soprattutto a scontri tra posizioni cristallizzate, perché se qualcuno di SEL leggesse gli Atti come li ho citati io e se qualcuno della Chiesa si occupasse veramente di persone come chiedeva Francesco otto secoli fa… beh, la strada si farebbe più semplice per tutti.
Credo anche che la sinistra voglia essere anticristiana: è comodo, perché consente di non perdere un certo bacino di voti fatto da intransigenti che poco sanno ragionare con la loro testa. E’ facile, perché non mette in discussione meccanismi oliati. E’ lineare, perché non deve mettersi in discussione e, quindi, non rischia di perdersi per strada. Ma rimanendo sempre uguale a se stessa, rischia di svanire nel dimenticatoio, nell’anacronismo (suvvia, elogiare ancora Lenin & Stalin… non si dimostra di essere migliori dei fascisti, cribbio!).

Questo per concludere, oggi: penso che il cristianesimo possa essere la più grande risorsa per la società futura e sono certo che il cristianesimo non possa esistere senza Chiesa, per definizione. Credo ciecamente in questi ideali di cui ho parlato e prego ogni giorno perché la Chiesa si desti da questo letargo di potere secolare e si dedichi veramente a cambiare la società. Sono fiducioso, lo ammetto.
Credo anche che, in politica, la sinistra sia la scelta migliore; ma perché diventi una scelta buona, è necessario che abbandoni certe posizioni ormai datate e impari a lottare con tutte le forze democratiche che remano nella medesima direzione. Compresi noi cristiani.
A costo di rifondare la DC – di stampo Moro, intendiamoci – quel giorno voglio esserci. Non a guardare ma a fare. E credo che mi toccherà rimboccarmi le maniche fin d’ora…

Annunci
 
8 commenti

Pubblicato da su 7 settembre 2011 in Politica, Sproloqui, Teoria

 

Tag: , , , , , , , , , , , ,

8 risposte a “La sinistra deve essere anticristiana?

  1. Guest

    7 settembre 2011 at 20:24

    Se mai, e sottolineo MAI, la Chiesa diventasse quello che auspichi… Sono pronto a convertirmi all’Islam.

     
    • Andrea

      7 settembre 2011 at 20:43

      Non c’è molto margine per conclusioni diverse, se si rispetta il Vangelo.
      Il messaggio è chiaro e scritto a lettere cubitali… Certo, si può continuare ad ignorarlo, ma non faremo un buon servizio a Cristo e a questo mondo continuando a mentire.

       
  2. Igor Ruffinengo

    7 settembre 2011 at 20:56

    Non avevi molto da fare, vero, oggi? 😉
    Detto questo… ho sempre sostenuto che JC fosse il primo vero (e forse unico) comunista della storia.

    In ogni caso mi spiace che non si possa rispondere quotando le varie parti del discorso (o forse sono solo io che non so farlo ^_^), perché seppur condivido la tua ferrea posizione antiabortista avrei solo da ridire su un paio di cose.

    Direi che sei abbastanza maturo per andare a letto con qualcuno equivale a dire che lo sei anche per fare il genitore… beh, mi lascia perplesso. Non è automatico che se il tuo fisico e il tuo corpo ne sono in grado, lo sia anche la tua posizione sociale ed economica.

    Personalmente conosco (in prima persona, avendoci lavorato assieme per circa 3 anni) una ragazza violentata in discoteca che è rimasta incinta dello stupratore. Non dirò come è andata a finire, ma è davvero condannabile chi rifiuta il frutto dell’odio, dell’oltraggio e della violenza? Tra l’altro rimanendo legata al suo stupratore per tutta la vita? (per quanto orrendo, anche quello stupratore è un padre ed ha dei diritti verso l’ipotetico figlio).

    Altro caso difficile: sei incinta e scopri che il feto è deforme, malato o un mix delle due.
    E’ amore metterlo al mondo condannando si lui sia la famiglia ad un’ordalia che dura una vita intera?

    Personalmente esprimo i miei dubbi al riguardo, ma non prendo una posizione ferrea… credo che in coscienza ognuno abbia le sue ragioni e debba scegliere in totale libertà di animo, senza condanne o pregiudizi.

    Per il resto, quelle puttane maledette che usano l’aborto come “anticoncezionale” tardivo, per me andrebbero sterilizzate, gettate in un letamaio coi porci e vedere se gradiscono la situazione.

     
    • Andrea

      8 settembre 2011 at 00:29

      La questione dell’aborto è molto più complicata di come l’ho posta in questo topic, per motivi di spazio e, soprattutto, di argomento. La mia idea etica al riguardo è altrettanto complessa. E’ un elemento sul quale mi trovo in pieno accordo con la Chiesa, che accetta – allo stesso livello con cui accetta l’omicidio per legittima difesa, quasi – l’aborto in caso di violenza sulla donna e di malformazioni incompatibili con la vita o pericolose per la vita della madre.
      Sulla maturità delle persone… è questione di educazione & società, secondo me. Abbiamo una società in cui il rapporto sessuale è stato stigmatizzato per secoli – a causa anche e soprattutto della Chiesa – ed è quindi assurto a un ruolo e a un valore ora eccessivo, esagerato. C’è della strada da fare perché impariamo a viverlo con la serenità, la serietà e il divertimento che merita.

       
      • Igor Ruffinengo

        11 settembre 2011 at 11:28

        Per forza che veniamo su con le turbe sessuali…

         
  3. ΔΙΩRAMA

    11 settembre 2011 at 17:05

    Ciao! 😛
    Vedo di numerare.

    1)I fatti che scrivi in verde non sono acclarati dalle letture, e dopo tanti battibecchi mi sembra disonesto riproporre le cose tutto com’era prima. Vediamo come si evolve la faccenda.
    Non possiamo appellarci all’art.20 Cost. perché (mi sono documentato) gli enti di religione – soprattutto quelli con cui lo Stato ha delle intese, e maggiormente la CCAR nelle sue opportune forme – hanno molti più privilegi di qualsiasi altro “ente” non a scopi esclusivamente commerciali. Quindi si può togliere selettivamente l’esenzione. [e questo interpretando quell’articolo anche in maniera “allargata”]

    2)Iscriviti a SEL. SEL non è un partito anticlericale, l’ha detto Vendola e sarà così.
    http://www.corrieresalentino.it/politica/24526-congresso-sel-vendola-no-a-vecchie-pulsioni-anticlericali-
    http://www.polisblog.it/post/8850/nasce-il-sel-e-vendola-chiude-allanticlericalismo
    Vendola legge gli Atti come li leggi te, non preoccuparti.
    Sia detto: sono attualmente la persona meno indicata per consigliarti. Un tempo però sono stato come te.
    Cercavo il meglio dei Testi e lo portavo avanti. Per un po’ ci ho provato, ma ho avuto tantissime difficoltà. Sai perché? Perché prendendo il meglio dimenticavo tutto il resto. Secondo teologia, i Testi sono ispirati tutti dal divino, e non qualcosa qui o qualcosa là alla rinfusa, oppure a nostro gusto e volontà di adattamento ai tempi.
    Vabbeh, ti invito a fare un salto qui: Utopia.it.

    3)Sull’IVG sono d’accordo: è una questione di educazione sociale e sessuale. Il problema è quel grande “Se” che hai fatto seguire. Ciò non accade: vietandolo si farebbe in clandestinità come si faceva un tempo, e in quel caso sarebbe peggio.
    4)Sull’eutanasia sei pro-choice. A causa dell’attuale papa (che te chiami pastore tedesco: perché?) il cattolico medio prende posizioni contrarie allo stesso catechismo che deve rispettare [cfr. 2276-2279]. La legge da poco varata ti fa rabbrividire, dunque.
    5)Salto volutamente le staminali perché non sono in grado di sostenere una discussione, ma correggerò questa mia lacuna.

    6) (che forse risponde alla domanda in cima)…
    La sinistra è la sinistra. (wao)
    Può essere clericale se segue la teologia della liberazione.
    Può essere cattolica se fa parte di comunità cristiane di base.
    Può essere cristiana se appartiene ai miriadi modi di vedere le vicende del personaggio Gesù.

     
    • Andrea

      17 settembre 2011 at 11:24

      1) Secondo me sono dati di fatto, documentazione alla mano. I “benefit extra” della Chiesa non sono mirati alla Chiesa ma a tutte le confessioni religiose che hanno un concordato con lo Stato (e sono parecchie). le differenze singole sono dovute alle singole differenze (bello il chiasmo) nelle strutture delle fedi stesse. Togliere un’esenzione al no profit generica solo alla Chiesa è una violazione dell’Articolo 20.
      2) Non ho la tendenza a dimenticare parti delle Scritture per altre. Credo, però, un due fondamentali fattori: la parola è sempre contemporanea e parla all’uomo e alla donna di oggi, in modo diverso da come parlava ieri; la Parola deve essere letta alla luce della contemporaneità (la procreazione assistita non era certo comprensibile dai redattori mortali del testo…).
      3) Basterebbe attuare il “se” e punire severamente – carcere come per omicidio volontario premeditato a madre & medico, espulsione dall’ordine – chi lo pratica.
      4) La posizione del catechismo è ciò che penso io dell’eutanasia; tuttavia non voglio arrogarmi il diritto di scegliere per altri. L’Italia è un paese in cui vige una certa libertà e la Chiesa è garante di questa libertà, anche di coscienza. Sostiene anche il diritto alla libera scelta religiosa. Compito del cristiano è catechizzare, ammonire, ricordare che questo è peccato: se poi, liberamente, altri vogliono compierlo… beh, noi ci abbiamo provato con tutto il nostro impegno.
      6) L’ho sempre pensata così… ma dubito che ci siano molti cristiani/cattolici di sinistra, al momento. La sinistra, spesso, spaventa costoro.

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: