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Inchiavabile maschilismo

15 Set

Culona inchiavabile.

Fosse riferito a una centralinista della Mondadori sarebbe egualmente inaccettabile.
Il problema, questa volta, non è il macchiettistico comportamento in politica estera del Presidente del Consiglio dei Ministri quanto la sua sessistica visione della vita. Una donna, secondo lui, è da valutarsi solo secondo il metro del piacere sessuale. La capacità amatoria e la piacevolezza sessuale sono gli unici parametri validi per emettere un giudizio sulle signore di cui si circonda. da qui l’opinione su Angela Merkel: poco importa se sia una politica abile o scadente, poco importa se guida un governo con efficienza o incapacità, poco importa se si tratta di una presidente onesta o corrotta. Neppure pare aver rilievo la sua posizione in politica estera/europea/internazionale. Ciò che veramente interessa al coordinatore dell’operato governativo in Italia è che ha il culo grosso e, quindi, non può portarsela a letto.

Non fatico ad ammettere che la leader tedesca perda il confronto diretto con Carfagna & Minetti; è un cappotto indiscutibile. Quel che mi lascia perplesso – al di là dell’esternazione, che è privata – del nanerottolo di Arcore, è la mentalità che cela.
Berlusconi incarna quanto di più detestabile possiamo trovare nell’archetipo milanese capitalistico e questo è ben più preoccupante delle sue opinioni da cafone ineducato o bifolco arricchito che di si voglia. Il nostro adorabile Presidente del Consiglio dei Ministri è un soggetto fondamentalmente legato allo stereotipo dell’uomo dominatore che si pone di fronte alla donna oggetto e al servo-oggetto (non dimentichiamo fede, Minzolini, Belpietro & C.: è prostituzione anche quella!). Drive In e le sue TV degli anni ’80 raccontano di lui molto più di quanto vorremmo: il simbolismo dell’estetica fine a se stessa, del divertimento grossolano, volgare, sessuale, è entrato nella nostra cultura e hanno trovato terreno fertile. Coltivare su questo terreno le ambizioni di potere, sfruttando un tessuto nutrito a criteri di imitazione dei comportamenti televisivi è stato, poi, un colpo di genio. Oggi assistiamo solo a quello che mi auguro sia il tramonto del suo regno dorato – per lui – e infernale – per noi.
Resteranno però ruderi ovunque e faticheremo a liberarcene, ammesso che sia possibile riuscirci. La mentalità che ora definisco “berlusconiana” lo supera e lo trapassa, dopo averlo innalzato a esempio eterno del successo dell’italiano furbo. Avremo a che fare con questo approccio alla realtà – donne nude disposte a tutto, servi slinguanti ai piedi del potere, uso personalistico del potere politico, asservimento delle telecomunicazioni, stortura delle istituzioni, menzogna elettorale sistematica e spudorata, politica come guerra contro l’avversario – per lunghi e tristi anni e ne cogliamo già risultati in figure come Renzi che, in tutta onestà, mi lasciano interdetto (in misura minore anche in Vendola, ma vedo in lui una maggior profondità analitica e serietà politica rispetto a molti altri soggetti).

Non voglio allontanarmi troppo, però, dal culona inchiavabile.
Credo però che la generalizzazione sia legittima; la frase riferita alla povera Merkel è senza dubbio sintomatica per quanto riguarda la mentalità della nostra leadership politica. Trovare persone intelligenti che, poi, lo difendono e mettono sull’ironia quel che ironia è, pur gravissima e becera, fa rabbrividire, perché significa che il seme è giunto su un terreno fertile e si riprodurrà.
Diciamolo chiaramente: Berlusconi vede nella donna un mero oggetto di piacere sessuale ed edonistico. Questo, però, non lo mantiene nel suo privato ma ne fa filosofia di vita, ne esterna il simbolismo e fa in modo di indottrinare – si, indottrinare – la popolazione a seguirlo in questo fosco cammino. Altro che selva oscura! (peraltro le preferirà depilate).
Il passaggio, che non dovrebbe lasciarci inerti, è di una gravità estrema perché rivela l’atteggiamento al governo di questo signorotto prossimo agli ottanta che, evidentemente, scaccia i fantasmi dell’età con sane dosi di fanciulle all’apice della bellezza. Le circuisce, le utilizza, le concupisce e le inserisce nei meccanismi di potere dello stato (ammissione sua è che uno dei criteri di valutazioni delle ministro debba essere l’aspetto estetico, comportamento asimmetrico visto che se lo applicasse anche per i ministri quantomeno ci saremmo liberati di Brunetta e La Russa): questo a prescindere dalle loro reali abilità per il ruolo che andranno a ricoprire. Tutto questo, ovviamente, messo in relazione con la palese incapacità del 95% dei ministri – yes, Mary Star, penso proprio a te – lascia quantomeno supporre che la pratica non sia così distante anche dai più alti vertici dello stato.

Perché mai dovrebbe scandalizzarci questo? Già, quantomeno il governo funzionasse e non fosse il peggior governo dai tempi dell’Impero Romano (Caligola?), potremmo chiudere un proverbiale occhio. Potremmo, ovviamente, come no. Dopotutto in politica essere integerrimi è importante quanto essere governati efficaci. Quando poi la perla di saggezza è sintomo di un malessere più profondo che si espande con metastatica proditorietà in tutti i livelli della società civile, lì si, mi preoccupo.
La donna-oggetto è un retaggio culturale che dobbiamo abbandonare, non ribadire. Come dobbiamo combattere la politica-spettacolo americaneggiante e le menzogne spudorate di fronte al pubblico. Non sono particolarmente interessato alla vita privata del nano arcoriano, sinceramente, ma diventa mio dovere contestarla quando privata non è più. Quando il suo agire coinvolge e stravolge l’opera del suo governo; quando le scelte politiche sono basate non sui bisogni della nazione ma sulla preservazione del potere del singolo; quando l’azione di governo è imperniata sul tenerlo fuori dal carcere; quando impone figure palesemente inadatte in cambio di favori (sessuali e non); quando il suo atteggiamento e la sua mentalità sono prese ad esempio; quando lo schifo che trasuda disalberano la nostra malconcia nazione, uccidendone la credibilità internazionale ed economica; quando è disposto a tutto – anche alle più becere scelte razziste – pur di restare sulla poltrona. Quando tutto questo prende forma, quello è il momento in cui alzare la testa e dire “No!”. Abbiamo il dovere di farlo, come cittadini, come italiani, come elettori.
E’ un’opera di Liberazione che deve essere al di là e al di sopra degli schieramenti politici, come avvenen per il fascismo. E’ un’opera di rinnovamento.

Facciamolo, per tutte le culone inchiavabili. Per dimostrare che una donna non è valutata sul metro della sua trombabilità ma sulla sua intelligenza e onestà.

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7 commenti

Pubblicato da su 15 settembre 2011 in Politica

 

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7 risposte a “Inchiavabile maschilismo

  1. jackilnero

    16 settembre 2011 at 08:23

    Se ha trovato terreno fertile è perchè noi siamo il letame ideale, suppongo mestamente.

     
  2. Igor Ruffinengo

    16 settembre 2011 at 11:59

    Solo 2 commenti:

    – il Drive In era divertente
    – Caligola almeno aveva la buona creanza di spacciarsi per malato di mente.

     
    • Andrea

      17 settembre 2011 at 11:14

      Sempre odiato Drive In, troppo sguaiato… non faceva per me.
      In quanto al povero Caligola… in realtà era decisamente sano; il problema era più il senato (che vinse, quindi ci tramando una storia un po’… strana).

       
  3. Igor Ruffinengo

    17 settembre 2011 at 11:38

    Infatti è per quello che dico che Caligola aveva la decenza di “spacciarsi” per malato di mente.
    Quello che la storia della nostra penisola ci impone col peso di quasi 2500 anni di storia è che è la pazzia generale a farla da padrona.

    Le motivazioni, poi, possono essere delle più divertenti o delle più tragiche, senza dimenticare che (a parte rari casi) i governanti abbiamo sempre avuto l’indiscussa “abilità” di sceglierceli da soli.

    Parliamoci chiaro: è grottesco sentire buona parte del popolo italiano lamentarsi dicendo “ma chi cacchio l’ha votato”…. Se è al governo, evidentemente la maggioranza di noi l’ha voluto esattamente dov’è ora.

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso? Sì. Indubbiamente.
    Ma che almeno ci facciano il favore di non rompere i coglioni mentre lo fanno.

     
  4. Andrea

    17 settembre 2011 at 11:50

    Occhio alle maggioranze; non ha mai superato il 35% degli aventi diritto (la coalizione) o il 25% (lui). E non ha mai nemmeno superato la maggioranza assoluta… è che la legge, con i premi di maggioranza, regala il 55% dei deputati.
    La maggioranza degli italiani non lo vuole.

     
  5. Igor Ruffinengo

    17 settembre 2011 at 12:01

    Con maggioranza, intendo che nessun altro partito (o coalizione) ha ottenuto più voti durante le elezioni.
    E comunque 1 italiano su 3 (o su 4, per essere fiscali al massimo) è una media piuttosto alta per noi. Pare però che questi italiani che lo hanno votato siano spariti nel nulla… mah!

     
  6. Giovanni Ranelli

    27 ottobre 2011 at 08:52

    una volta noi meno giovani cantavamo o Italia del mio cuor.
    ora non possiamo dir che povera italietta che fine abbiamo fatto.

     

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