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Neutrini: attivata la velocità smodata!

23 Set

E pensare che un paio di giorni fa stavo spiegando a un mio amico come possa bastare una sola prova contraria a una teoria ampiamente corroborata da millemila esperimenti per smontarla del tutto! Si parlava della mia tesi, spiegavo la scienza secondo Popper… e oggi abbiamo un esempio pratico e diretto di questa possibilità. Basta davvero pochissimo per rivoluzionare il nostro punto di vista, un istante per costringerci a riscrivere un secolo e oltre di teoria della Relatività.

Conoscete tutti l’evento, ormai; secondo misurazioni CERN/INFN tra Ginevra e il Gran Sasso i neutrini avrebbero percorso il loro viaggio con un tempo inferiore a quello che avrebbe impiegato la luce. Semplicemente: ci sono neutrini più veloci della luce. Poiché i neutrini hanno massa, questo viola le conclusioni di Einstein secondo cui la velocità della luce è un limite invalicabile, almeno finché la massa ce l’hai.
L’esperimento funziona così: il CERN produce neutrini e li spara verso il Gran Sasso. Poiché l’interazione dei neutrini con la materia ordinaria è lievissima, il fascio attraversa senza difficoltà apparente il pezzettino di pianeta che divide Ginevra dall’Italia e raggiunge i ricettori sotterranei. Qui, di tanto in tanto, si riescono a ottenere delle interazioni, registrate da strumenti sensibilissimi. Poi si tratta di calcoli…
Proprio da questi calcoli è emersa la sorpresa: il tempo di percorrenza è troppo basso di 60 nanosecondi (miliardesimi di secondo!). Troppo veloce anche per la luce stessa.

Dicevamo prima della massa. La chiave è un po’ lì: le Relatività non consente che corpi dotati di massa viaggino veloci come la luce, figuriamoci superino questo limite. Si tratta di un elemento importante nella teoria e, anche se non fosse così centrale, la sua negazione metterebbe comunque tutto l’impianto in discussione.
Il dato è vecchio di tre anni ma gli scienziati europei hanno preferito attendere a lungo conferme e correzione ai calcoli prima di renderlo pubblico; un segno di serietà e affidabilità non così comune nemmeno in campo scientifico. Non è un caso, però, che le competenze in Italia ci siano. Il problema, semmai, è farle restare e dar loro modo di esprimersi.
Come sono stati cauti loro nel rendere pubblica la notizia, così dobbiamo essere noi a trarre le conclusioni. L’evento è da confermare, analizzare, smontare, confermare ancora. Il processo sarà lungo e tortuoso. Concluso quello, verrà il momento di dargli un senso: una scoperta del genere, se confermata, mette veramente in discussione l’impianto classico della Relatività e apre scenari interessanti – quasi fantascientifici – completamente nuovi. Senza arrivare ai viaggi spaziali, ci troviamo a una possibile svolta in tutti i sistemi di comunicazione.
D’altronde, scendendo ancora più a fondo, siamo a un confine umanamente non comprensibile: è possibile che si possa trasmettere l’informazione di un evento ancor prima che questo sia accaduto? La porta che si apre è veramente questa…

Ribadisco, però: piedi di piombo… e cautela massima. Non corriamo.
Einstein e la Relatività hanno dalla loro parte centinaia di test validi; la corroborazione della sua teoria è solida e costituisce un disegno dell’universo funzionale e coerente con la maggior parte delle osservazioni. Certo, ci sono piccoli difetti locali… e Feyerabend se mi leggesse verrebbe a prendermi a calci.
Ma esultiamo con cautela, attendiamo molte conferme.
Vero è, dopotutto, che le prove a favore di una teoria non contano nulla di fronte a una singola smentita radicale: così è la scienza. Una teoria non si può mai confermare ma possiamo sempre invalidarla con un solo esperimento. “E’ già successo, succederà di nuovo” (Cit. Data). Questo non ci impedirebbe per usarla a scopi pratici, ovviamente, ma avremmo la coscienza dell’urgenza di trovarne una che soddisfi anche in nuovi test.

Qui si aprono panorami che non so trattare: i neutrini hanno veramente viaggiato a una velocità superiore a quella della luce o, semplicemente, hanno preso una “scorciatoia” nello spazio-tempo einsteniano? Cosa comporta per noi questa capacità inedita dei neutrini?
Seguiremo con attenzione l’evoluzione della materia, ne sono sicuro: la seguirò il più possibile e, quando sarà il caso, vi aggiornerò. Per adesso ci accontentiamo di vivere uno dei momenti più esaltanti della storia della scienza, forse una pagina che, fra un secolo o due, sarà ricordata su tutti i libri di storia come le rivoluzioni del passato.
O forse no. Questo è il bello della ricerca!

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1 Commento

Pubblicato da su 23 settembre 2011 in Divulgazione scientifica, Teoria

 

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