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ALBA – Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente

17 Mag

Scusate il silenzio, ancora una volta la vita là fuori ha chiamato. E ho risposto.
Torno, però, con una carica di partecipazione civile e politica d’altri tempi; ammetto di aver sviluppato una certa passione per il “soggetto politico nuovo” della sinistra italiana (ma è davvero solo una sinistra, questa? Non è, forse, comune buonsenso?).
Vi dedico, allora, in anteprima il mio contributo al nascente soggetto, che spero sia poi pubblicato sul sito nazionale nei prossimi giorni.

La progettazione di un qualsiasi “soggetto politico nuovo” deve radicarsi in una serie di scelte di base che ne costituiscano l’ossatura. Credo indispensabile in questa prima parte dell’insorgere di ALBA dare ampio spazio alle riflessioni che possano condurci a individuare quei temi e quei meccanismi da identificare come irrinunciabili e sui quali lavorare nel brevissimo termine.

– Credo che sia necessario partire dagli esiti, espliciti e impliciti, dei referendum del 2011.La difesa dei beni comuni, la tutela dell’ambiente come uno di essi sono quelli espliciti, che ci ricordano l’esito implicito: la partecipazione popolare. Senza l’impegno delle persone che, nonostante il boicottaggio dei media, hanno lavorato per spingere i cittadini alle urne, senza i cittadini che effettivamente hanno preso parte al voto, gli altri esiti non sarebbero stati possibili. Nel costruire i progetti per il domani non possiamo quindi fare a meno di ricordarci questa parola chiave: partecipazione.

– Credo sia necessario partire dalla Costituzione: quella dei Padri, quella dei principi fondamentali. Quella senza pareggio in bilancio, quella senza modifiche distorcenti.
Abbiamo già un programma politico, a ben vedere: l’attuazione dei principi della Costituzione. Ce n’è per qualche decennio prima che si esauriscano quegli spunti. Diamo loro corpo, allora, non lasciamo che restino parole e carte.

– Credo sia necessario partire dalla constatazione che il sistema liberistico e il capitalismo hanno fallito: il liberismo sociale e il capitalismo economico/finanziario sono uno dei peggiori mali della nostra società, è giunto il momento di “andare oltre”. Raccogliamo pure quel che di buono ci hanno donato e costruiamoci un futuro che si basi sulla solidarietà sociale e non sul denaro e sulla concorrenza.

– Credo sia necessario, infine, partire dalla radicazione sul territorio: non possiamo essere un “partito dei professori” e, a dispetto degli alti principi che ho scritto prima, non possiamo fermarci a teorizzare e a dire alla gente come dovrebbe andare e cosa dovrebbe fare. Quest’era politica è giunta al capolinea.
Come l’attuale sinistra non sa fare – ma come ha fatto benissimo la Lega Nord, purtroppo – dobbiamo andare fra la gente: raccogliere le istanze della base, coordinarle, dare risposte puntuali e precise, non evitare i problemi. Ascoltare anche chi la pensa diversamente da noi, perché possiamo sempre imparare e perché il nucleo della democrazia è il confronto sereno.

Allora, da tutto questo, possiamo dirci cosa ci aspetta, quale deve essere il nostro compito: agire. Credo che, al di là delle linee guida che condividiamo a partire dal manifesto fondante, ci sia del lavoro da svolgere sul nostro territorio. Lasciamo che sia questo lavoro con le persone a delineare i dettagli: ma mettiamoci al lavoro, senza tergiversare. Se penso alla mia terra, vedo moltissimo da cambiare, da migliorare, moltissime persone che chiedono aiuto e che non ricevono risposta dalla politica: credo sia così per tutti noi. Prima che siano vittima della demagogia o del populismo del La Pen di passaggio, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro: abbiamo molta strada da fare.  

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4 commenti

Pubblicato da su 17 maggio 2012 in Politica, Sproloqui, Teoria

 

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4 risposte a “ALBA – Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente

  1. jackilnero

    17 maggio 2012 at 06:30

    Belle parole. Il resto muore nel mio scetticismo.

     
  2. Paolo Barbieri

    17 maggio 2012 at 21:11

    1 “patecipazione”: sicuro! con la “Democrazia Diretta che la Carta consente con gli artt. 1-71-50-40
    2 “Costituzione”: da esercitare “direttamente e concretamente”, brandendola a due mani per salvarla così da attacchi delittuosi e difendere la qualità della democrazia.

    3 nulla da eccepire

    4 Si va verso elezioni politiche e il radicamento al territorio è più da amministrative.
    “Lega Nord”: non mi pare un esempio calzante. Se avesse amministrato bene, non sarebbe crollata (vedi Verona). L’esempio è Grillo: l’unico ad aumentare consensi. Pur nel crollo della destra, la sinistra non ha preso un voto. Anzi.
    Non serve “andare tra la gente” a chiedere (infatti Grillo non lo fa, va in piazza e predica l’antipolitica). Sappiamo benissimo cosa vuole, cosa attende da decenni: riforme e norme anti casta. Sappiamo benissimo cosa unisce al 95% la Cittadinanza: l’anti cattiva politica. E quello bisogna darle, non prometterle, ma darle. Con la “Democrazia Diretta” brandendo la Costituzione. Creando così un consenso intorno al “Nuovo Soggetto Politico ALBA” propedeutico al successo (difficile in un Paese con la Sinistra minoritaria e frazionista da sempre) del disegno strategico veramente importante. Allora sarà il momento di andare tra la gente, quando avremo già acquisito sul campo una meritata credibilità.

    Concludendo: se non usciremo in modo plateale, evidentissimo dai modi tradizionali della politica, non caveremo un ragno dal buco, ma saremo solo un’altra scheggia della sinistra divisa. Quanto proposto mi pare troppo raffinato per la qualità media del popolo italico che ha coperto con milioni di voti berlusconi e bossi. Una testa un voto: un premio nobel vale quanto un trota qualunque. E le trote sono molto più numerose.

    Disponibile per approfondimenti auguro (copiando) “Buona Strada”

     
    • Andrea

      21 maggio 2012 at 23:46

      Ti dirò, io credo che un inizio di “uscire dai modi tradizionali della politica” sia proprio lo stare tra la gente. Credo che sia l’unico buon modo di fare politica e credo che l’Italia, in questo, abbia avuto dei grandi maestri, disattesi da chi è loro succeduto. Ricordare personaggi del calibro di De Gasperi e Togliatti penso sia quasi superfluo.
      Quello che conta è – e qui sta la differenza con la Lega – agire nell’interesse comune e non del “partito” o del singolo: il che annette tutte le istanze di riforma e le azioni anti-casta, ma si sviluppa con maggior ampiezza. Credo, anche che, ALBA debba in qualche modo svincolarsi dal concetto stesso di sinistra fin qui visto in Italia: è troppo restrittivo per quel che si deve fare nel paese. Sarà che credo che questa sinistra ha fallito nella sua missione, affossata dallo scendere sul medesimo terreno di bassezza intellettuale e ideale del berlusconismo.
      L’ultima grande sinistra è stata quella degli ideali e gli ultimi grandi sprazzi di vera politica, in Italia, li abbiamo avuti a opera di persone che agivano con idee complesse: non dobbiamo temere di avventurarci, come fece Moro nella DC, in terreni prima non toccati. Dobbiamo farlo, però, con l’attenzione di non apparire persi nella teoria ma ben radicati nella pratica. Per questo, io penso, si deve dar prova di ampia maturità fin dai problemi locali, conquistando sul campo la fiducia di chi cerca un’Italia migliore.

       

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