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D&D Next… una nuova speranza!

04 Giu

Mi prendo una pausa dai discorsi seri per trattare qualcosa di meno serio, più rilassante ma, per me, ugualmente interessante. Oggi si parla di… giochi di ruolo!

A fine maggio la Wizards of the Coast ha rilasciato un alpha-test della prossima edizione di D&D, probabilmente il più noto gioco di ruolo del panorama globale.
Dopo la pessima Quarta Edizione – un’accozzaglia di regole senza alcun significato, tutte uguali a prescindere che il personaggio sia un mago, un chierico, un guerriero o uno scarafaggio gigante anoressico latitante – che ha toccato il fondo, sia riguardo alla qualità del gioco, sia riguardo l’originalità dei setting, sia riguardo l’approfondimento ruolistico dei personaggi, le speranze di un’ampia parte dei giocatori di ruolo affezionati a un certo tipo di fantasy riposano nell’attesa di questa nuova versione del gioco.
A prima vista, lette le critiche di chi osannava lo stupro commesso con la Quarta, la speranza ha un suo significato.

Onde evitare noiosi deliri, sarò sintetico e puntuale nel trattare quanto emerso da queste poche pagine, ricordando che saranno sicuramente modificate molte cose prima della stampa del nuovo gioco e che questa è una versione alpha resa pubblica perché ci sia un ampissimo playesting.
– L’atmosfera è positivamente old: sounds old, sounds good. Sembra un controsenso ma queste poche righe richiamano veramente tanto il D&D di un tempo, quello con cui ci siamo divertiti da piccoli. Tecnicamente non è poi così simile, l’analisi è spietata, ma la sensazioni è notevole. E, si sa, in un gioco la sensazione è importantissima.
Davvero, a prendere in mano certi passaggi sembra di essere tornati indietro… senza perdere, però, i progressi di decenni di game design più moderno.
Il sistema a poteri è stato cassato: anche se non presenti in questo test, i combattenti avranno dei poteri… ma si eviterà il ridicolo effetto della Quarta Edizione. E, spero, si eviterà anche l’effetto ridicolo di Dragon Age 2, con mossette e capitomboli. Finalmente una spadata sarà una spadata e un incantesimo un incantesimo. Di nuovo. Bene così.
Ritorna il vanciano: debitamente corretto, ornato da poteri a volontà anche per i maghi, finalmente un equilibrio che sembra efficace. Il mago non è più a rischio “scarica” ma riesce a essere sempre incisivo. Meno slot, scelta più libera, ma limitazione del potere. Ottimo.
Il riposo esteso fa recuperare tutti i Punti Ferita: male, brutto danno alla sospensione di incredulità. Ma la modularità promessa dagli sviluppatori fa sperare in regole alternative per gestire, almeno, ferite a più lunga durata per chi va sotto 0 PF.
– Riduzione delle progressioni numeriche: a quanto pare, niente crescita automatica dei “bonus di attacco” con l’avanzare dei livelli. Non si sa ancora come avanzeranno ma è stato chiarito che sarà estremamente inferiore a quella a cui siamo abituati. Un orco, terribile al 2° livello, sarà ancora una sfida al 10°: solo che al 10° il gruppo potrà affrontarne decine contemporaneamente. Il che attenuerà l’effetto livello, una struttura di game design ormai sorpassata e decisamente datata, oltre che qualitativamente inadatta. Se implementato a dovere, geniale.
– Abilità basate sulle caratteristiche: un po’ un salto indietro, da un certo punto di vista. Minor personalizzazione, forse, ma senza regole per creare i personaggi… c’è poco da dire al riguardo. Possiamo sperare che siano meglio di come sembrano.
– Temi e Background: serviranno a personalizzare il personaggio, delineando cosa facevano prima di essere avventurieri e come fanno oggi gli avventurieri. Se rigidi, saranno un limite alla creatività; se comodi, saranno un vero toccasana.

L’impressione generale – che è quel che conta davvero – è che il gioco sia decisamente migliorato. Più fluido della Terza Edizione, abbondantemente fatto meglio della Quarta, se gestito bene potrà essere un vero gioiello. Di contro, come vado ripetendo da settimane, sarà un altro pacco marcato D&D. D’altronde già ora non gioco a D&D e vivo bene così: male che vada, continuerò a non giocarci. Se sarà valido, invece… beh, il fantasy a me piace da impazzire e non ci sono alternative valide a D&D.
Ora c’è da attendere luglio per la prossima uscita di materiale: il giudizio è costantemente sospeso, manca ancora un anno o forse più alla stampa. Nel frattempo si valuta, magari si prova e, soprattutto, si spera. Possibile che l’enorme fermento nel mondo dei GdR possa toccare anche D&D e rinnovarlo con efficacia? Vi saprò dire…

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11 commenti

Pubblicato da su 4 giugno 2012 in Giochi di Ruolo

 

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11 risposte a “D&D Next… una nuova speranza!

  1. Stefano Puddu

    5 giugno 2012 at 09:55

    la tua impressione è che il gioco sia decisamente migliorato? ma rispetto a cosa: alla quarta edizione? sicuramente non alla terza, né alla seconda, il compianto Ad&d. A me sembra che stiano tornando indietro di 30 anni, mantenendo solo gli aspetti negativi peraltro. Inoltre se pensi che non esistano alternative valide a D&d per quanto riguarda il fantasy, non ti sei guardato intorno a sufficienza.

     
    • Andrea

      5 giugno 2012 at 10:12

      Lo trovo migliorato sicuramente rispetto alla Quarta e rispetto ad AD&D; la prima era una catastrofe da MMO, il secondo un gioco complicato e meccanicamente troppo strampalato, molto datato.
      Rispetto alla Terza, invece, il discorso è molto più complicato e, temo, ancora prematuro; vedo alcuni possibili miglioramenti – meno influenza numerica del livello, incantesimi del mago a volontà, riduzione della “tassa di guarigione” del chierico, per esempio – ma anche alcuni passi indietro. Molto faranno le abilità.

      Rispetto al panorama fantasy, invece, mi sono guardato moltissimo attorno ma non c’è nulla che possa sostenere quel tipo di fantasy. Forse potrebbe farlo RuneQuest ma ho amici allergici, quindi non posso testarlo. I NW, poi, nemmeno lontanamente si avvicinano allo stile di fantasy che piace a me. Se poi hai suggerimenti, ben vengano… potresti migliorare nettamente la mia qualità della vita con un gioco fantasy figo! 😀

       
  2. Luca

    5 giugno 2012 at 11:00

    Se si ha voglia di giocare Fantasy senza farsi troppe “seghe mentali” HARP è perfetto.
    Se vi volete complicare la vita e passare serate intere a sfogliare manuali continuate pure con D&D.

     
  3. Stefano Puddu

    5 giugno 2012 at 11:47

    ti lascio qualche titolo: a parte Runequest (mi spiace che i tuoi amici ne siano allergici perchè è un prodotto molto buono), Warhammer Fantasy Roleplay seconda edizione (mi raccomando, non la prima e soprattutto non la terza), Stormbringer quinta edizione (non l’edizione italiana) anche se è sul dark fantasy, Conan Atlantean edition o la seconda edizione (migliora il sistema d20 in modo radicale a mio avviso, togliendo quella merda di CA e aggiungendo schivata e parata), A song of ice and fire rpg (ottimo per battaglie campali, per le casate e per i pg nobili), Pendragon (assolutamente superlativo in qualunque sua edizione), l’Unico Anello, Rolemaster/GIRSA (se sopporti i sistemi un po’ complicati). Anche se la maggior parte di questi rpg ha un’ambientazione specifica, puoi benissimo adattarla a qualunque fantasy tu voglia. Poi ci sono vagonate di altri giochi specifici: Ars Magica (imbattibile se ti piace la magia), tutta la serie della White Wolf vers. Dark Ages (vampiri, werewolf, Fae, ..), Fireborn, Sistema Basic con ambientazione fantasy, etc.
    E’ verissimo che d&d ERA il miglior fantasy “generico” (per così dire), se proprio passa a Pathfinder, non mi pare complicato come sistema di gioco, mi pare piuttosto che le premesse di questa nuova edizione Next siano nefande, in quanto snatura d&d tornando indietro negli anni senza una valida motivazione

     
    • Lucia

      5 giugno 2012 at 12:35

      Ars Magica *_* bellino bellino! Però è molto particolare.
      Sinceramente sono scettica di qualunque cosa esca dalla WotC, mi hanno traumatizzato abbondantemente col tiefling razza base e il worlock classe base u.u mah, staremo a vedere.
      Se la terza ti piaceva, prova Pathfinder: è una buona “4 edizione” in linea con la 3.5, hanno aggiunto cose molto carine anche a livello interpretativo (per esempio le “linee di sangue” per gli stregoni), nei manuali è dato spazio a problematiche di carattere ruolistico e non solo alla mera meccanica, e i moduli di avventura devo dire sono molto piacevoli e vari (almeno, quelli che ho visto finora). Secondo me merita una chance 😉
      Poi, chiariamoci il fatto che d&d è e resta un gioco in cui la meccanica prevale sul resto: hai voglia a interpretare, ma alla fine il dps conta XD se uno si arrende un po’ alla meccanica hack&slash resta una cosa divertente. Altrimenti meglio andare su giochi puramente interpretativi come Vampiri o Maghi o roba simile.

       
      • Andrea

        5 giugno 2012 at 12:52

        Ars Magica è in elenco da tempo, in effetti.
        Pathfinder lo sto giocando ed è decisamente ben fatto; la speranza in D&D Next, però, era relativa a qualche innovazione più profonda, non solo un “refit” generale del sistema.
        MdT, poi, l’ho giocato in lungo e in largo per anni, in diverse incarnazioni… ma non è il fantasy “alla D&D”!

         
    • Andrea

      5 giugno 2012 at 12:53

      Grazie dei consigli.
      Più o meno li conosco tutti, vedrò se su qualcuno di questi riesco a vincere le resistenze del gruppo.

       
  4. Stefano Puddu

    5 giugno 2012 at 14:19

    So a cosa ti riferisci. Io ho 3 gruppi principali di gioco, tra i quali ce n’è uno che ha molte difficoltà a spaziare su altri gdr che non siano d&d 3.x/Pathfinder. Mi ricordo che già 10 anni fa ho dovuto fare sforzi enormi per farli passare dalla seconda alla terza edizione, figuariamoci cambiare stile di gioco, asd

     
    • Andrea

      5 giugno 2012 at 14:32

      Il mio problema è ancora più diversificato.
      – Un gruppo sperimenta senza problemi in lungo e in largo (NW compresi) e il problema, semmai, è farli tornare a D&D!
      – Un gruppo è D&D only (o quasi, ma li capisco: i test con Sine Requie e Witchraft sono stati disastrosi), perdipiù diviso equamente in “amanti della Quarta” e “detrattori della Quarta”. Infatti stiamo giocando a Pathfinder.
      Insomma, sempre un delirio giocare…

       
  5. Nico

    20 luglio 2012 at 10:11

    Io mi sto accingendo a vivere la prima esperienza di master dopo dieci anni da giocatore, ho convinto il mio gruppo storico a staccarci dalla 3.5 e Pathfinder ci è sembrato un buon compromesso… Mi piacerebbe moltissimo provare altro, anche in ambito fantasy: non ho mai avuto il piacere di giocare Ars Magica, Girsa, I cavaliere del tempio, Kata Kumbas, Pendragon e Uno sguardo nel buio (impossibile, direte voi, se sei passato dagli anni 90) e ogni tanto fare un salto nella fantascienza o nelle ambientazioni distopiche. Mi mancano, appunto, Cyberpunk, ma anche Shadowrun, Eclipse Phase, Cthulhu, Kult e Non cedere al Sonno. A me piacerebbe provare praticamente tutto, ma per loro il fantasy “classico” è tutto, ed è sufficiente.

     
    • Andrea

      17 settembre 2012 at 00:20

      A me il fantasy classico piace moltissimo. Tuttavia ho provato molti altri giochi e – anche se ora sto giocando a Pathfinder da più di otto mesi – ho avuto esperienze bellissime. Soprattutto Mondo di Tenebra ha dato veramente enormi soddisfazioni, come giocatore e come narratore.

       

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