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Una costituente cristiana per la politica

27 Giu

Nel recente impegno nel campo politico avverto con crescente onere un malessere che mi colpisce ogni volta che mi avvicino a una qualche forza politica: l’incoerenza delle forze politiche con l’idea cristiana di società e di politica stessa.
Gli attacchi a Fioroni sorti dopo l’espressione della sua opinione sui matrimoni gay sono esemplari dell’intolleranza alle idee altrui che regna in politica: tolleranza e confronto costruttivo, invece, per me sono tutto.
Suona quindi complicato essere cattolici – cristiani – a sinistra: vuoi per vecchie remore dei “comunisti”, vuoi per una certa ignoranza di fondo dei concetti basilari della dottrina sociale, vuoi per posizioni dogmatiche della sinistra, spesso in contrasto tra loro, assunte al solo scopo di rompere con il cristianesimo.
Dall’altra parte, essere cattolici – cristiani – e stare nel centro destra è praticamente impossibile; la scelta in quel caso sarebbe tra scegliere chi usa i valori cristiani come bandierina da affiggere sul petto per recuperare voti o tra chi neppure ci prova, ma tanto va bene comunque perché possiede tre televisioni e riesce a far dimenticare le porcate anticristiane commesse negli anni.
Il panorama politico che si definisce cristiano, poi, è spesso squallido e minimale: gestione politica assente, coordinamento nullo, competenze scarse. Capacità relazionale non parliamone. Serietà solo per scherzare. Il peggio della peggior DC.

Non bisogna d’altronde pensare che i filoni cristiani della politica fin qui visti in campo siano perfetti e immacolati, anzi; non è raro assistere a derive estremamente conservatrici, eccessive per il sentire politico del paese e dei cittadini – cattolici e non. Posizioni quasi dogmatiche e, come al solito, molto più rigide della dottrina stessa della Chiesa. La laicità dello stato, dopotutto, significa che il potere religioso non deve poter direttamente influenzare le decisioni politiche o prevaricarle. Questo va assolutamente preservato.
Tuttavia assistiamo a richieste di “silenzio” da parte di certe forze politiche – compresi molti soggetti del PD – che vorrebbero semplicemente zittire la Chiesa (mentre esternazioni di altre realtà religiose sono ampiamente tollerate e discusse nel merito). Questo, anziché essere chiamato laicità, è discriminazione: la Chiesa italiana, in quanto associazione di cittadini italiani, ha tutto il diritto di dire la sua riguardo qualsiasi questione ritenga opportuno: dopotutto è un diritto garantito dalla Costituzione, anche se a volte viene dimenticato.

Credo sia allora necessario uno sviluppo ulteriore dell’impegno in politica dei cattolici: un impegno diretto, franco e leale, aperto al confronto e coerente con le posizioni etiche e sociali della Chiesa. Spero si possa giungere al superamento del bipolarismo – a mio parere distorcente della democrazia italiana – e, soprattutto, al superamento della scelta sacrificale dei cristiani: privilegiare le scelte etiche o quelle sociali?
Da anni, infatti, abbiamo due schieramenti abbastanza definiti, nessuno dei quali soddisfa i comuni criteri di una politica appieno cattolica. Se a destra c’è un – apparente, ipocrita e falso, purtroppo – rispetto delle posizioni etiche della Chiesa, pur con frequenti negazioni delle più avanzate evoluzioni di queste idee, manca completamente il rispetto delle posizioni della dottrina sociale, imprescindibile perno della vita civile.
Dall’altra parte abbiamo una sinistra che, confermando la sua dedizione alle posizioni sociali più idonee alla Chiesa (con la recente e notevole eccezione di molte opinioni supportate dal PD, assolutamente inadatte alla sinistra stessa), è spesso venuta meno la sensibilità etiche, come ricordiamo con l’orrore del supporto ai Radicali, partito pensato per minare il radicamento dei valori cristiani nella nostra società.

Serve allora un programma di base e un impegno concreto per riaprire ai cattolici la piena partecipazione politica, senza dover cedere al liberismo del centro-destra e senza dover accettare inopportune posizioni etiche, come per il centro sinistra.
Idealmente, è necessario che i cristiani si uniscano attorno a un fulcro e penso che due siano gli elementi capaci di catalizzare tale operazione: il Vangelo e la Costituzione. Da lì possiamo veramente dare un contributo importante al futuro del nostro paese.

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8 commenti

Pubblicato da su 27 giugno 2012 in Politica, Teoria

 

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8 risposte a “Una costituente cristiana per la politica

  1. jackilnero

    28 giugno 2012 at 10:38

    (chiedo scusa anticipatamente se la mia posizione appare fortemente critica se non peggio)

    La prima domanda è … perchè? PERCHE’?
    Non era dai a Cesare quel che è di Cesare e blablabla? che bisogno c’è di mischiare Dio e leggi, se non quelle scritte sulle pietre di Mosè? Non riesco a rispondermi…
    Intanto, i Cristiano non possono dirsi portatori di valori assoluti quali equità, giustizia , amore e quant’altro si possa voler attribuire alla figura splendida di Gesù. Non sono state inventate da loro e non sono appannaggio dei cattolici (ne soprattutto della Chiesa). Mi deprime veramente questo stesso fenomeno che succede tra cultura e sinistra ( una cosa di sinistra deve essere necessariamente culturale e possibilmente pallosa).
    Quindi, tolti i valori morali, torno a chiedermi “perchè?”
    Se parliamo di liberi cittadini che abbiano diritto di parola, è sacrosanto… ma questo è più che garantito anche in stati laici ed è sufficiente la Costituzione. Serve mettere una croce sullo scudo quando si parla? quindi di nuovo …”perchè?”
    L’unico perchè che mi viene in soccorso è la volontà di portare in ogni dove i valori e le istituzioni che noi crediamo siano le migliori per tutti, è una cosa umana e nessuno può insegnare alla Chiesa come meglio evangelizzare le masse, dopo secoli di pratica.

    Il problema è che, da povero anticlericale che pur si considera non-arido, non-corrotto, non-perverso ho una qualche idea di libertà che cozza inevitabilmente contro quella che qualcuno ritiene essere migliore per me.
    Perchè gli orridi Radicali, che per inciso non ho mai votato e mai voterò, non hanno mai cercato di impormi una scelta morale solo perchè loro la ritenevano superiore, ma semmai leggo le loro battaglie, condivisibili o meno, come lasciare il Libero Arbitrio su di se, sulle proprie scelte alla persona stessa, fino a che questa non nuoce agli altri.
    Di obblighi morali, doveri e soprattutto divieti che la Chiesa vorrebbe mantenere o anche introdurre, non sento proprio il bisogno.

    Se poi mi dici che volete mondare lo schifo di ipocriti baciapile che si battono il petto e dietro fanno il peggio del peggio, mi trovi d’accordo.
    Ma di li a richiedere una costitutente cristiana… beh, Dio me ne scampi 😉

    (chiudo chiedendo di nuovo scusa se ho usato toni troppo accesi o se magari ho frainteso il messaggio, non c’è intenzione di offendere nelle mie parole)

    Saluti,
    Jack

    PS: aspetto ancora quel famoso post sulla credibilità e tangibilità delle religioni adottando una visuale storica molto più ampia e paragonando i vari miti di diverse religioni 😉

     
    • Andrea

      28 giugno 2012 at 14:30

      Il primo motivo è semplicemente “Perché no?”: i cristiani sono cittadini come tutti gli altri, formare delle strutture politiche che soddisfino le loro esigenze è un diritto imprescindibile. Abbiamo un partito basato sull’idea di “padania”, non vedo perché sarebbe un problema avere un partito basato su Gesù Cristo.
      Ma parlandone con toni maggiormente politici, c’è un problema di fondo: un cristiano è sempre cristiano, in chiesa come al lavoro, in famiglia come in parlamento. Chiedere a un cristiano di non essere cristiano quando vota una legge è… come chiedere a un marxista di non esserlo quando vota! Da un punto di vista strettamente laico – questa è laicità, non mettere a tacere le religioni – una fede religiosa è semplicemente un’ideologia come tante altre, che pervade più o meno la vita di una persona (quanto dipende, appunto, dalla religione stessa).
      Al momento un cristiano che voglia operare in politica si trova in enorme difficoltà: dove dovrebbe guardare?
      A destra c’è il PdL: formalmente un partito liberale (lasciamo perdere la realtà, prendiamo solo la teoria), quindi completamente incompatibile con la dottrina sociale della Chiesa, che mette la persona e i suoi bisogni al centro (non le sue capacità). Questo, purtroppo, è il neoliberismo. Potremmo anche dire, e ne parlavo in uno dei primissimi post, che è guidato da una persona scomunicata in quanto appartenente alla massoneria: basterebbe anche solo questo per non votarlo!
      A sinistra c’è il PD, alfiere di violazioni immani dei diritti umani e contrario ai fondamenti dell’etica cristiana (aborto, eutanasia, etc).
      In mezzo c’è l’UdC che, a parte essere guidato da un cattolico divorziato risposato, sta prendendo sempre più una deriva liberale (vedi alleanza con FLI e il supporto a Monti), rendendolo inadatto come il PdL.
      A me va benissimo anche un partito non cristiano, intendiamoci: basta che sia compatibile con le mie idee. Al momento non c’è e vedo come via possibile proprio la formazione di qualcosa di nuovo. Da mettere al centro, magari, ma non perché sia “in mezzo”: semplicemente perché non è né sinistra, né destra.

      Ah, i Radicali sono l’esatto opposto del libero arbitrio: moltissime loro battaglie comportano lo spostamento della mia libertà di scelta sull’imposizione altrui. Basti vedere l’aborto o l’eutanasia, dove il soggetto non può scegliere e la decisione – sulla sua stessa vita! – è delegata a qualcun altro.

       
  2. jackilnero

    28 giugno 2012 at 14:50

    L’unica religione che “fa casino” tra i concetti mi era sempre sembrata l’ebraismo… difficilmente si dice gli “israeliti” , si fa riferimento sempre e solo alla loro presunta fede.
    Il “perchè no” è proprio nella frase “come chiedere a un marxista di non esserlo quando vota”. Ma Marx faceva politica (circa), Gesù no ( circa).
    Sarebbe più come dire “chiedi ad un vegano di non esserlo quando vota” . Cosa c’entra che sia vegano? E’ sufficiente chiedere un confronto sulle idee.
    E per il solo fatto che tu sia cristiano non ti rende purtroppo diverso, siamo tutti sulla stessa schifosa barca: dover votare il meno peggio, perchè non esiste un partito che sia perfetto al 100%, a meno che non sia il tuo partito con 1 iscritto e cioè te stesso.

    “A me va benissimo anche un partito non cristiano, intendiamoci: basta che sia compatibile con le mie idee” questa è l’unica frase che “volevo” (è un po forte, ma concedimelo) sentire… un conto è dire che sia Cristiano per definizione , un altro è per ispirazione… in tal caso si torna al discorso che avevo fatto di ripulire lo schifo di sedicenti cristiani prendendone in posto e per questo ti auguro ogni bene e tutta la fortuna.

    Sulla questione dei Radicali ripeto vedo molta più libertà che non nell’obiezione di coscienza dei medici , dove le credenze religiose possono venire prima della legge (è una legge porcata fatta male, e siamo d’accordo).
    L’aborto è troppo complesso per essere trattato qui.
    Invece l’eutanasia e soprattutto il testamento biologico sono affari che riguardano soprattutto me e solo me, nessuno dovrebbe dirmi cosa fare o obbligarmi a vivere in modi che non accetto.
    O vogliamo parlare della liberalizzazione della protituzione? non mi sembra che in Italia il fenomeno sia molto meglio che in Germania o Olanda… ma loro sono barbari…

    Preciso solo che in tutti i casi è per me impossibile dire o bianco o nero.. si dovrebbe tener conto di tutti gli interessi in gioco e delle libertà della persona… il fatto di voler legalizzare la protituzione non è un invito ad utilizzarla, ne sostenere l’eutanasia uno stimolo ad uccidere indiscriminatamente.
    Diciamo che nell’altro senso non vedo molta apertura mentale… ma sono mie idee.

     
    • Andrea

      28 giugno 2012 at 16:25

      Gesù non ha fatto politica? Ah no?
      Dipende moltissimo dall’accezione che diamo al termine “politica”: in senso lato, quello più onorevole, Gesù politica l’ha fatta eccome! Perché fare politica significa occuparsi della società e degli altri: se non l’ha fatto Gesù, davvero non so chi possa averlo fatto.
      Peraltro un cristiano non sceglie il partito da votare in base a idee alle quali può venir meno: ci sono punti fermi nel cristianesimo che ne delimitano i confini, superarli significa esserne fuori. Vero purtroppo che c’è moltissima ignoranza al riguardo: ma votare una legge abortista mette fuori dalla Chiesa (mi sembra ci sia la scomunica) esattamente come votare un massone (lì sono sicuro che la scomunica ci sia).
      Non è certo “fare confusione”: è, semmai, essere coerenti. Se credo che l’amore reciproco sia alla base della vita, non posso essere certo liberista. E se credo che la vita sia sacra, non posso approvare l’aborto.
      Oggi come oggi non c’è un solo partito che un cristiano possa votare in tutta tranquillità (forse, e dico forse, potremmo candidare l’IdV…). Un partito sarebbe un inizio, meglio di niente.

      Sempre sui Radicali: non confondiamo il Disegno di Legge del PD riguardo l’eutanasia (peraltro in larghissima misura coincidente con l’opinione ufficiale della Conferenza Episcopale spagnola) con le posizioni dei Radicali. Questi, infatti, qualora il malato non possa esprimersi, intendevano delegare automaticamente il diritto di scelta ai familiari, o anche ai conoscenti, sulla base di supposte posizioni assunte dal malato in vita: praticamente la fiera del “sentito dire”. Il PD ha invece assunto una posizione decisamente più intelligente, limitando l’eutanasia alla scelta diretta, anche per iscritto, del malato, senza intromissioni esterne, di alcun tipo (nessuno, in nessun caso, può decidere della vita altrui). La stessa linea dei vescovi di Spagna, che si può riassumere così: “un cristiano non deve ricorrere all’eutanasia, in nessun caso (per una serie di motivi che ora non spiego); è però compito della società civile garantire la libertà di scelta e di coscienza anche ai non cristiani. Quindi uno stato laico deve poter prevedere anche questa libertà di scelta, dietro a solide garanzie”. Tradotto, significa che c’è il “diritto a sbagliare”.

       
  3. jackilnero

    28 giugno 2012 at 16:52

    il “circa” riferito a Gesù era espressamente riferito a questo.

    Quindi , tralasciando la solita arroganza cattolica del “diritto a sbagliare” , la Chiesa approverebbe una legge che consenta a chi è in vita di disporre del proprio corpo in certi sciagurati casi? davvero?
    Aspetto di sentire il loro appoggio allora, speriamo bene : /

     
    • Andrea

      28 giugno 2012 at 17:13

      Non arroganza, che Ges ha detto “*Io sono la Via, la Verit e la Vita*”. Il cristianesimo non pu prescindere dall’assoluto perch, a suo dire, ne portatore (e io credo che sia cos). Di recente la Chiesa ha ammesso apertamente che parte della Verit anche altrove e da un po’ sostiene la libert di coscienza, fin dove questa non danneggi gli altri o non violi diritti naturali. La posizione riguardo all’eutanasia non cambia:* la Chiesa cattolica ritiene sbagliato disporre del proprio corpo oltre certi limiti*, perch quella competenza divina. Viene ammesso da alcune branche, come la Conferenza Episcopale spagnola, che ci debbano essere maggiori margini di scelta in materia, perch non sussiste alcun obbligo a essere cristiani. *Questo non significa appoggiare* certe leggi; al limite si parla di non ostacolarle e non opporvisi.

       
      • jackilnero

        28 giugno 2012 at 17:57

        Il fatto di dire “io ho ragione assoluta” è come dici tu intrinseco al credo. Per questo lo chiamo arroganza 😉

        il “non ostacolare” mi sarebbe anche sufficiente, ma ci spero poco.

        Grazie per i chiarimenti ad ogni modo 🙂

         
      • Andrea

        29 giugno 2012 at 00:36

        L’episcopato italiano, purtroppo, non è altrettanto sveglio quanto quello spagnolo, purtroppo.

         

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