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Un (altro) cartonato in politica

20 Nov

Renzi: pupazzo forzitaliota?Dal 1994 a oggi abbiamo vissuto una stagione politica in cui la democrazia propriamente detta è stata sospesa: una certa fetta del popolo italiano (circa 1/3 degli elettori) è stata irretita da un’operazione di marketing televisivo e mediatico, operazione che ha costruito un politico a partire da un imprenditore.
Sopra all’immagine dell’ìimprenditore di successo Berlusconi – tutti sono capaci ad avere successo con le sue amicizie, diciamolo però – è stato incollato il cartonato del leader politico. Tuttavia l’occhio attento poteva fin dal 1994 riconoscere che, dietro agli slogan, dietro alle parole di facciata, si nascondeva il nulla. Il Governo Berlusconi dell’ultima legislatura ha dimostrato con buona precisione questa teoria: il nulla siderale, l’assoluto cosmico del vuoto. Nessun programma, nessuna realizzazione: solo la sopravvivenza del governo stesso, dello stipendio dei parlamentari, l’impunibilità del Berlusconi indagato & inquisito.

La generazione che va dai 30 ai 50 ha l’occasione oggi di rivivere l’esperienza del 1994. Su una sponda (apparentemente!) differente l’operazione si sta ripetendo. Nome diverso, look diverso ma temi simili: l’analisi è inquietante.
Matteo Renzi è il prodotto di questo svuotamento contenutistico berlusconiano: in risposta al vuoto mentale insufflato dal sistema berlusconiano in questi anni – con l’eliminazione della scuola pubblica, con l’eliminazione della cultura in Tv, con l’arrivo di “reality” & simili al posto di questi fattori di crescita mentale – stanno cercando di impiantare un vuoto ancora più spinto, prodotto stesso del vuoto precedente.
Osserviamo bene Renzi. Programma patinato, look all’americana, campagna elettorale in grande stile, imponente presenza mediatica, grande capacità nel confronto con i mezzi di comunicazione, giovane età, slogan accattivanti… un programma fatto di slogan, dietro ai quali c’è il nulla o il “talmente vago che può starci di tutto”… la promessa di un cambiamento e della sparizione di chi ha causato i problemi all’Italia: e l’accusare la “passata generazione” di essere l’unica causa di questi problemi. Rimossa questa, rimossa i problemi.
Ancora una volta ricette e formule magiche che, miracolosamente, cambieranno il paese.
Anziché un uomo di cultura, uno statista, eccoci un altro prefebbricato.

Come diciotto anni fa molti italiani corrono a Renzi come le falene corrono alla luce: ciechi, incapaci di vedere e distinguere. Siamo un popolo che giace sul fondo della scala e sembra goderne. Vuole rimanerci a tutti i costi.
Molti italiani oggi corrono dietro a slogan e motti, non a programmi e ideali politici: una certa sinistra questo l’ha capito – è il merito di Vendola che, dietro alla campagna “Oppure Vendola” ha saputo inserire contenuti e programmi da vero “acchiappanuvole” – un’altra no e infatti rischia l’estinzione. Estinzione, però, che ancora uan volta non graverà sui politici inetti – Bersani la sua pensione ce l’ha assicurata – ma sugli italiani, che rischiano di essere governati ancora una volta da politici cartonati o, peggio, inetti teleguidati.Un programma cartonato: fcciate senza sostanza

Il programma di Renzi mi ha sempre evocato un’immagine precisa: quella delle facciate di palazzi dei set cinematografici. Possibilmente un western, in modo che la casa sia isolata nel deserto, o quasi. Un’immagine di tristezza e desolazione: un po’ il futuro che ci attende se avremo a che fare ancora una volta con un politico finto, attore vero.

Immagino che certi aspetti di questo post suonino come allarmismi vanitosi e saccenti: sono sicuro di non portare una soluzione definitiva e priva di difetti (Vendola) ma sono anche sicuro che Renzi non è una strada politica percorribile con onestà e senso civico. Renzi è il vuoto, è Berlusconi-dopo-Berlusconi, l’ennesima incarnazione di una politica fatta di finzione, menzogna, bei racconti e nessun contenuto reale. La sua vittoria sarebbe l’ennesima prova del controllo del denaro sulla nostra vita politica: cittadini illusi di poter vedere un paese migliore, irretiti dai colori e dalle luci, incapaci di vedere la realtà che si trova dietro la scenografia. Altre politiche liberiste, altro spazio per la finanza e altre riduzioni di diritti per i cittadini. Altri danni allo stato sociale, altre privatizzazioni, altra svendita di conquiste sindacali, altri appoggi a Marchionne, altri vincoli alla spesa che sopravanzano la necessità di spendere bene quel denaro. Altre parole-chiave, altri slogan, altre lucine che illudono. Altri voti buttati, trasformati in azioni dannose per la comunità. Se passano trovate del genere, davvero il danno più grosso del ventennio berlusconiano sarà quello alla cultura e il suo piano di attacco avrà conquistato una vittoria, incancrenendo l’Italia in un costante berlusconismo.
Un copione già letto, mi direte, l’abbiamo visto da vicino negli ultimi diciotto anni: eppure sta per andare di nuovo in scena.
Eppure c’è un’Italia migliore!

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5 commenti

Pubblicato da su 20 novembre 2012 in Politica

 

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5 risposte a “Un (altro) cartonato in politica

  1. jackilnero

    22 novembre 2012 at 08:18

    non sono del tutto d’accordo, a pelle.
    Non lo sono perchè invece penso che sbagliare sia umano, perseverare etc etc… e col senno di poi è facile distinguere.
    Premetto che il mio è un discorso “debole”, perchè nel 94 non seguivo ancora troppo la politica e sicuramente avevo un occhio diverso.
    Pero’ so anche che gli statisti e i politici con i programmi hanno dato il voltastomaco e una persona ha il diritto di sognare qualcosa di nuovo. Se il giudizio anche sia appannato, ha diritto anche di sbagliare.
    Ecco perchè, pur non condividendo le idee di Silvietto, capisco chi lo ha votato, la PRIMA volta.
    Cosi come capisco chi ha votato la Lega, la PRIMA e anche la SECONDA volta.
    E capisco chi oggi voterà M5S, per la PRIMA volta.

    Ecco, trovo veramente non scusabili chi continua a votare pdl e lega oggi, e chi voterà M5S se veramente si rivelerà una bufala.

     
    • Andrea

      22 novembre 2012 at 12:53

      Bisogna però imparare da subito a riconoscere i venditori di fumo da quelli che hanno veri programmi alternativi. E REnzi a me sembra tanto un venditore di fumo!
      Mentre il M5S mi suona come un fascismo del 2012: stessi stilemi, stesso approccio, stessa reazione della gente (“magari cambieranno un po’ l’Italia, tanto li teniamo sotto controllo”).
      Sono due costruzioni ideali che mi fanno paura: la fine della sinistra contemporanea all’ascesa di una forza politica possibilmente non-democratica.

       
      • jackilnero

        22 novembre 2012 at 13:36

        infatti abbiamo il “dux love” scritto nel nostro genoma temo …

         
      • Andrea

        22 novembre 2012 at 18:35

        Beh, odbbiamo imparare a tenercene alla larga. Mussolini ha rovinato il paese, Berlusconi c’ha provato – e c’è riuscito, in parte – la lezione dovremmo averla imparata. Anche un comunico genovese potrebbe essere di troppo.

         

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