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Archivi categoria: Divulgazione scientifica

Cristianesimo Razionale


Qualche settimana fa mi ero imbattuto per caso in questo sito e ne ero rimasto affascinato. Il progetto ha un che di interessante, è innegabile, e la tentazione di deridere i mai troppo derisi soggetti dell’UAAR è sempre forte. Questi ragazzi lo fanno con stile e ricevono la mia ammirazione, senza dubbio.

L’antipatia per l’UAAR non è affatto dettata da motivi religiosi, ci mancherebbe; predico e pratico la tolleranza e la libertà religiosa tipica di noi postconciliari e non credo che la mia fede debba essere generatrice di biasimo delle convinzioni filosofiche altrui (quantomeno finché queste convinzioni non esondano nel civilmente intollerabile). Ciò che irrita di questi ateisti – atei è limitativo per le loro pittoresche contestazioni – è la mancanza di rispetto verso persone che hanno posizioni differenti e divergenti dalle loro. Razionalmente dovrebbero comprendere che non tutti hanno identici occhiali con cui scrutare il mondo, eppure si comportano nel modo più irrazionale possibile, molto più di alcune anziane signore frequentatrici quotidiane di parrocchie, per le quali la fede si confonde spesso con la superstizione d’altri tempi. Insomma, si tratta di personaggi e posizioni ridicole che, inoltre, fanno in modo di smontare i loro assertori, noti per incoerenza e anche per una certa malafede.

Potrei elencare numerosi arditi praticanti di queste pratiche ridicole, tra scrittori, pseudo-divulgatori-biblisti e convertitori inversi: purtroppo alcune di queste pratiche hanno attecchito anche in persone che conosco ed è sempre un dispiacere sentir proferire da amici frasi di propaganda anti-cristiana. La propaganda, infatti, di per sé porta la menzogna, la falsità e l’inganno, oppure non sarebbe propaganda.

Non da molto ho sentito dire che un cristiano non può essere scienziato e viceversa; eppure l’elenco di scienziati che si dicono credenti – non sono cattolici – è lungo, ricco e notevole. Eppure la cristianità e l’Islam hanno costruito le basi dell’attuale pensiero scientifico, già dal medioevo. Non un caso, infatti, che proprio il medioevo sia dipinto come un’era di retrogrado dominio della Chiesa, che schiacciava animi, idee e posizioni per mantenere un dominio politico. Nulla di più falso; certi atteggiamenti sono tipici della Chiesa tridentina, lì si a difesa di interessi materiali, economici e politici, mentre tutto il medioevo ha visto l’opera ininterrotta della Chiesa cattolica – e della civiltà islamica – per esaltare la ragione e lo studio del Disegno divino (Creato compreso).
Ancora, tornano disquisizioni su Creazionisti ed Evoluzionisti. Io sono indubbiamente Creazionista, se andiamo a vedere, ma questo non esclude che ci sia stata l’evoluzione. Ormai sappiamo che i meccanismi evoluzionistici di Darwin non funzionano – e i biologici contemporanei faticano a mettere ordine nelle teorie evoluzionistiche – ma è ovvio che le specie viventi non sono immutate e immutabili, Diluvio a parte. Un’evoluzione c’è stata; per me il tutto risponde a un disegno divino. Il Padre ha creato il mondo e l’ha dotato di leggi proprie – quelle che noi chiamiamo leggi della fisica, della biologia, della chimica, etc – che noi oggi dobbiamo studiare. Obbiettivo e imperativo: cosa può essere più notevole, meritevole e degno di lode che non studiare la Creazione del Padre?
Non è forse nostro dovere metterci alla prova queste leggi, scoprirle per scoprire il Disegno? Con buonsenso, ovviamente, e con l’umiltà del figlio che si avvicina a qualcosa di più grande di lui, con il rispetto per questo disegno e per i valori che sono alla base del Creato. Scienza si, ma anche Fede.

Insomma, trovo molto più irrazionali questi ateisti che la maggior parte dei fedeli; mancano, dopotutto, di vera obiettività, di vera analisi senza preconcetti, di sincerità e onestà intellettuale. Sono, invece, avvelenati da un odio irrazionale che impedisce loro di raggiungere la reale serenità necessaria per discutere davvero di argomenti così delicati. I religiosi – e le religioni – non sono privi di errori; l’uomo è fallace e contamina anche il divino, potremmo dire, se crediamo veramente. Comunque sia, gli errori della Chiesa cristiana sono numerosi, ben noti e, alcuni anche ritrattati. Davvero importante è parlarne con rispetto, con serietà e senza preconcetti,da entrambe le parti. Le partigianerie, quando ci si confronta da sponde diverse, devono essere accantonate per dare spazio a un sano, reciproco e serio confronto.
Difficile che accada, finché ci saranno ateisti di questo tipo in giro… e anche alcuni credenti assurdamente rigidi.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2011 in Divulgazione scientifica, Sproloqui

 

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Il Tempo è Relativo! E la sveglia della scienza suona in orario?


Che il tempo non fosse esattamente una costante ce l’aveva detto già Einstein, un secolo fa (già passato così tanto tempo?); anzi, ci aveva chiarito che il tempo non è per nulla costante ma lo “subiamo” in funzione del nostro movimento relativo. Un po’ come se la lettura di questo articolo dipendesse dalla velocità con cui il lettore corre i cento metri; Bolt sarebbe avvantaggiato.
Ne abbiamo avuto una conferma men che scientifica in questi giorni, grazie ad alcuni eventi siciliani che definirei… pittoreschi. Vi link l’articolo che ha sollevato la mia curiosità, potete leggero a questo indirizzo: il Corriere ci rende noto che in Sicilia, soprattutto a Catania, gli orologi corrono veloci, più veloci della terra, e guadagnano dai cinque ai quindici minuti sull’orario ufficiale. Un bel dilemma e un problema anche di ordine pratico, basti leggere l’articolo e il riferimento alle difficoltà bancarie dell’isola; spero che le Poste non usino questo fatto per scaricare le colpe sul tempo relativo, visti i danni causati dai loro nuovissimi server. O forse che i nuovi server proprio a Catania sono stati attivati?

La notizia è curiosa e stimola la fantasia; possiamo immaginare i giganteschi campi magnetici del magma vulcanico che influenzano lo scorrere del tempo, se vogliamo una soluzione scientifica. Possiamo, se la nostra fantasia è più virtuosa, dar adito alle teorie circa spedizioni aliene e relativi rapimenti, con rilocazione imprecisa dei fortunati abitanti, quasi fossimo in un X-Files. E come nel telefilm, si inseguono voci, congetture, teorie strambe e incertezze.

Ciò su cui vorrei fermarmi a riflettere, questa volta, non è tanto il problema in se ma l’ignoranza: vorrei parlare non tanto della credulità popolare – così diffusa – quanto dell’ignoranza generale che coglie l’umanità di fronte a piccoli incidenti come questo.
La scienza ci ha abituati a vivere in un mondo ordinato, di cui si conoscono i meccanismi e che si fonda su diversi principi di azione-reazione. Alcuni di questi possono essere immensamente complicati e inarrivabili senza anni di studio alle spalle, ovviamente; eppure sappiamo che una spiegazione la scienza può darla a tutto e che nulla la lascia indietro perché, bene o male, una teoria che si adatti a spiegare un fenomeno si trova. O si troverà entro breve.
Fatti come questo, fatti che contraddicono non oscuri teoremi di fisica delle particelle noti a circa duecento persone su tutto il globo ma che urtano le più radicate convinzioni, l’esperienza quotidiana di miliardi di persone e lo stesso buonsenso (critico) di cui tutti usufruiamo, sono come un bagno di umiltà che dobbiamo accogliere con piacere. Non una doccia fredda fastidiosa come una secchiata d’acqua mentre arbitri una partita a dicembre ma una pioggerellina primaverile che ti rinfresca durante gli allenamenti estivi. Con questo spirito penso si debba accogliere ogni novità in scienza: lo sguardo della curiosità.
Qualcuno potrebbe rispondere che è ben questo lo sguardo dello scienziato: un bambino curioso che sbircia oltre il parapetto della finestra cercando di capire come sia fatto il mondo al di fuori della sua piccola casetta. Beh, si… è una bella teoria. Qualcuno la mette in pratica.
Eppure conosco molte persone che si rinchiudono nelle loro certezze – e parlo di studenti di discipline scientifiche, neo ricercatori, aspiranti ricercatori, etc – e professano l’inviolabilità della loro disciplina, la sua assoluta validità, l’immutabilità dei criteri e delle teorie. Insomma, fanno il contrario di quello che suggerisce Popper ed esattamente quello che teme Feyerabend, al quale forse andrebbe dato maggior credito; penso abbia descritto la comunità scientifica reale con un’accuratezza che altri autori hanno evitato, forse volontariamente, perché metteva in crisi la loro teorizzazione riguardante la scienza. Insomma, torniamo al discorso di prima

Abbiamo con questi piccoli fenomeni l’occasione per sfidare le nostre conoscenze, metterle alla prova e verificare se davvero le nostre teorie funzionano: io dico di usarli! Certo, sono “casi limite” ma è proprio su questi punti oscuri che una teoria prova la sua validità o decade. Le osservazioni più comuni possono essere spiegate da molte teorie, ne sono convinto, ma solo le teorie più salde e valide possono aggiungere ai loro successi anche questi tasti molto dolenti. Non sono occasioni da sprecare, non credete?
La peggior cosa che può capitarci, in fin dei conti, è scoprire che ci sono dei dischi volanti sotto l’Etna: o un fabbro di nome Vulcano.

 
 

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1000 secondi di antimateria!


La notizia è passata un po’ sottotono in questi giorni di intensa bagarre politica, anche se è strano che i TG allineati al nano non l’abbiano proposta in prima pagina – assieme a qualche importantissima manifestazione culturale da spiaggia – per attirare lì l’attenzione, anziché sui referendum.
ma questo è un altro discorso. Oggi parliamo di fantascienza.
Quasi.
Perché da qualche giorno è molto meno fanta- e molto più -scienza

.

Non si parla ancora di questo, ok, ma ci stiamo avvicinando.

Veniamo ai fatti: al CERN sono riusciti a creare trecento atomi di anti-idrogeno e a mantenerli stabili per circa 1000 secondi, poco più di sedici minuti. Un successo veramente notevole per la fisica contemporanea, sia dal punto di vista tecnologico – il contenimento ha funzionato – sia dal punto di vista della fisica teorica.
facciamo un paio di passi indietro.

Antimateria
Si tratta di materia speculare, composta da antiparticelle, il contrario delle nostre particelle.
Un atomo di idrogeno è composto da un protone e un elettrone: un atomo di anti-idrogeno è composto da un antiprotone e da un positrone (antielettrone).
Dobbiamo la sua teorizzazione a Dirac che assegna a queste particelle i valori negativi emersi dalla risoluzione dell’equazione di Schrödinger; dalla teoria discesero poi conferme sperimentali che attualmente ci consentono di accettare la teoria e utilizzarla nel campo dello studio delle particelle.
L’antimateria è speculare rispetto alla materia; il positrone porta una carica positiva, mentre l’elettrone ne porta una negativa. Similmente, l’antiprotone ha carica negativa e il protone positiva.
Ancor più interessante l’interazione tra materia e antimateria: se vengono a contatto si annichiliscono, ovvero si convertono in energia, distruggendosi. Questo comporta notevoli problemi nel suo studio perché non può esistere se non perfettamente isolata dalla materia. Ma ci arriveremo.
L’interessante della teoria è che, a parte le forme convenzionali come la carica, l’antimateria dovrebbe avere un comportamento identico a quello della materia. Si dovrebbe aggregare in atomi e poter esistere, se parata dalla materia. E’ vero? Funziona realmente così nell’universo? Sono queste le caratteristiche dell’antimateria? Lo studio è in corso e l’obbiettivo è proprio questo. L’affascinante è che l’argomento si ricollega a stretto giro con la natura e la nascita del nostro universo. Se materia e antimateria sono identiche, perché l’universo è composto di materia e non di antimateria? Se la teoria del Big Bang è vera, cosa ha creato questo scompenso iniziale? c’è una differenza di fondo che ha permesso questa “scelta” o è stato solo il caso?
Sappiamo che l’antimateria esiste nel nostro universo, anche se in quantità minima. Nelle fasce di Van Allena se ne accumula un poco, alcuni antiprotoni giungono a noi come prodotto delle reazioni solari. Non ci basta, dobbiamo scoprire perché questa enorme divergenza quantitativa. Perché siamo fatti di materia?

Separazione
Come avrete intuito, è essenziale tenere materia e antimateria separate se le si vuol studiare. Trattandosi di particelle cariche, fin qui si sono adottate tecniche magnetiche ed elettriche; generando i dovuti campi nella zona dove si producono queste particelle è possibile tenerle isolate dalla materia, almeno per un po’. Lo scopo è riuscire ad arrivare a un tempo sufficiente a studiare le interazioni tra queste particelle, tra questi atomi, per capire se rispondo correttamente alla teoria o se il modello è da ricostruire o modificare.
Dice l’articolo di Repubblica al riguardo: “La ‘trappola’ per l’antimateria usata dall’esperimento Asacusa si chiama Cusp e funziona grazie a una combinazione di campi magnetici che costringono antiprotoni e positroni a stare insieme per formare atomi di anti-idrogeno. Gli anti-atomi così ottenuti vengono incanalati in un sorta di “corridoio” vuoto dove i piccoli fasci di anti-idrogeno creati in questo modo possono essere studiati “in volo”“.
Affascinante, indubbiamente. Molto interessante…
E indirettamente utilissimo: come sempre la ricerca sviluppa non solo il suo campo di intervento diretto ma fornisce un contributo tecnologico e indiretto a tutte le aree umane. Basti pensare ai protocolli http, sviluppati proprio al CERN per un più rapido trasferimento delle informazioni all’interno della primitiva rete. Questi esperimenti non si distanziano da quel modello di sviluppo: il loro contributo può essere davvero notevole.

Un po’ di fisica per il primo post a carattere scientifico; c’è voluto del tempo ma alla fine siamo arrivati anche a questo.
Credo che divulgare queste ricerche sia essenziale ben al di là di fare notizia; è importante che tutti comprendano l’utilità della ricerca, in ogni campo. Questo non solo per le ricadute dirette, come dicevo prima, ma anche (forse soprattutto) per quelle indirette. Ricercare mette alla prova e sfida le conoscenze umane, le competenze di questi piccoli ominidi. Ci costringe a fare del nostro meglio e a superarci, ponendoci sfide avvincenti.
Dobbiamo raccogliere queste sfide e vincerle e per farlo serve il sostegno di tutti.

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2011 in Divulgazione scientifica

 

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Spiegazioni


Un brevissimo post per dire che: ho aperto una pagina che spiega il perché del titolo. Vi suggerisco di leggerla… sarà illuminante e, soprattutto tornerà nei prossimi post. 

Vi garantisco che… è esilarante. La trovate a questo link.

Buona lettura, attendo i commenti…

 
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Pubblicato da su 6 aprile 2011 in Divulgazione scientifica, Sproloqui

 

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