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Letture del 2012


Inizio anno, tempo di verifiche e punti della strada.
Prendo allora l’elenco dei libri letti nel 2013 e vedo di capire un po’ qualcosa del tempo trascorso a leggere, curvo sulle pagine – di carta o digitali.

Gennaio
L’atlante di Smeraldo – John Stephens
La Bibbia (Farsi un’idea) – Piero Stefani
Sei lezioni sulla storia – E. H. Carr
Prima lezione di metodo storico – Sergio Luzzato

Febbraio
23/11/’63 – Stephen King
La biblioteca dei morti – Glenn Cooper
Il libro delle anime – Glenn Cooper

Marzo
Apologia della storia o mestiere di storico – Marc Bloch
Lineamenti di didattica della storia – T. Cornacchioli
Il sangue degli elfi – Andreji Sapkowski
Vero e Falso, l’uso politico della storia – AA.VV.
Fai bei sogni – Massimo Gramellini

Aprile
Con Cristo e con Marx – H. Kung
Prince of Lies* – Richard Awlinson
La manomissione delle Parole – Gianrico Carofiglio

Maggio
La voce del violino* – Andrea Camilleri
La gita a Tindari* – Andrea Camilleri
L’odore della notte* – Andrea Camilleri
Italiane – biografia del Novecento – Perry Willson

Giugno
Storia del Cristianesimo – G.L. Potestà – G. Vian
Ingegni minuti – L. Russo . E. Santoni
L’esorcista* – William Peter Blatty
Donne e uomini nelle guerre mondiali – Anna Bravo (a cura di)

Luglio
L’ascesa dell’ombra* – Robert Jordan
I Fuochi del cielo* – Robert Jordan

Agosto
Fra empirismo e platonismo. L’estetica di Berkeley e il suo contesto filosofico – Bruno Marciano
Alle origini dei diritti dell’uomo. Cultura della dignità e dei diritti tra XV e XVI secolo – Repetti

Settembre
I supplizi capitali. Origine e funzioni delle pene di morte in Grecia e a Roma – Eva Cantarella

Ottobre
Lo Hobbit* – J.R.R. Tolkien
Il vizio della memoria – Gherardo Colombo
Nuovi racconti di un esorcista* – p. Gabriele Amorth
Orgoglio e pregiudizio in Vaticano – Anonimo, con Olivier Le Gendre
Taking Wing* – Michael A. Martin, Andy Mangels

Novembre
La lotta di classe dopo la lotta di classe* – Luciano Gallino
Nell’istante di un respiro – Elisa Bruno
Ammazzando il tempo. Un’autobiografia – Paul K. Feyerabend

Dicembre
La fisica del diavolo – Jim Al-Khalili
Micro – Michael Crichton
Dune – Frank Herbert*
Storia dell’impero bizantino – Georg Ostrogorsky
Intervista sulla città medievale – R.S.Lopez

*letture digitali

Si tratta di 41 libri, 12 dei quali letti in versione digitale. Decisamente sopra la media nazionale in quanto a numero, la tipologia è varia. Si passa dai romanzi “di serie B” (abbiamo rappresentato sia D&D, sia Star Trek) alla filosofia (Feyerabend), passando per esorcismi e Gallino. Non posso ovviamente dimenticare i numerosi romanzi, tre delle quali saranno indimenticabili a lungo: 23/11/’63, L’atlante di smeraldo e Micro.
L’estate è stata stranamente poco propizia alla lettura: credo che la colpa sia da imputare sia alla dimensione dei libri letti (la Ruota del tempo gira sempre sui 1000 fogli a volume: due romanzi così valgono almeno 5 romanzi normali), un po’ perché ho avuto anche da fare.
Non si deve neppure trascurare il numero di libri letti “per studio”: a tema storico – o simile – i presenti in elenco sono ben 16, un 40% scarso che significa comunque molto nelle mie abitudini di lettura (dopo la laurea questi libri saranno sostituiti da altro o leggerò meno?).

La conta del 2013 è già partita e vanta due punti segnati in 24 ore: i libri, infatti, li classifico in base a quando vengono chiusi. E ieri ne ho già finiti due: uno di Kung, sulla Chiesa, uno di Airaldi, su Colombo, per il prossimo esame.
E sono già al lavoro sui prossimi due…

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1 Commento

Pubblicato da su 2 gennaio 2013 in Diari, Libri

 

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[Letture 4] Michael Crichton


Ho un debito incolmabile con una persona che non ho mai conosciuto e che, purtroppo, non avrò mai occasione di conoscere. Senza Michael Crichton e i suoi romanzi il me che voi conoscete non sarebbe qui e non sarebbe così. Suona melodrammatico ma è la verità.
Crichton, con i suoi romanzi tecnologici e sociali, è stato un filo conduttore che ha tenuto il passo per lunghi anni e che ancora oggi ha uno spazio tutto suo nella mia vita. Altri romanzieri sono sopraggiunti, altri scrittori ho avuto modo di apprezzare – anche in maniera estatica, se ripenso alla Rowling o a King, soprattutto La Torre Nera – ma lo stile di Crichton, i suoi temi, il suo approccio, quelli restano e penso resteranno per sempre.

Ho iniziato a leggere Crichton quando ancora ero alle medie (inferiori): un brano di Congo era sulla mia antologia e ho finito per leggere tutto il libro. Pregevole, divertente, colmo di stimoli: innovativo per quello che ero abituato a leggere.
Poi venne Jurassic Park e fu vero amore; devo averlo letto una dozzina di volte, in definitiva, ed è il libro della mia prima adolescenza. Meglio quello, io credo, che Tre Metri Sopra il Cielo!

All’epoca fu lo stile diretto e rapido a colpirmi; oggi aggiungo che, probabilmente, a fare la differenza erano anche la documentazione – un uomo di scienza precisissimo, non c’è dubbio – e le tematichtecnologiche, moderne, quasi scientifiche. Se Grisham ha dato forma a un nuovo legal-thriller, Crichton ha inventato lo science-thriller (ricordiamo solo Sol Levante e Il Terminale Uomo).
Crichton mi ha insegnato che per scrivere bisogna saperla lunga dell’argomento in questione; e se non ne sai, devi informarti. E’ una regola che seguo sempre quando mi metto alla tastiera: non amo scrivere e parlare a caso, amo ancor più farlo circa argomenti che padroneggio al meglio (oppure scrivere palesemente della mia ignoranza, rendendola pubblica: ma è un altro discorso).

Credo che a Crichton debba essere attribuito un ampio merito circa la mia passione per la scrittura; un professionista della scrittura, si, ma anche un uomo con una forte formazione personale in altri campi, giacché era un medico. Non da poco per un romanziere da milioni di vendite…
Se scrivo e se mi piace scrivere, e se vorrei scrivere davvero, è per l’ispirazione che mi ha dato lui con la sua carriera e con i suoi libri.

Se qualcuno volesse dedicarsi alla lettura dei suoi romanzi, posso consigliarvi di iniziare da Jurassic Park; credo sia un buon punto di partenza. Andromeda è anch’esso pregevole ma risente degli anni di distanza; rimane comunque uno dei miei romanzi prediletti. Punto Critico, veramente recente, è secondo me sottovalutato e meriterebbe ben più considerazione. Sfera merita sicuramente una lettura ed è un’idea veramente nuova, rispetto ai canoni a cui siamo ormai abituati; farebbe innumerevoli lettori, se ben pubblicizzato.
Andrei avanti per ore e li elencherei tutti, quindi mi fermo qui. Vi consiglio, però, di leggere e rileggere a fondo… Cricthon merita, merita davvero e non troverete molti romanzieri all’altezza.
Quindi: buona lettura!

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2011 in Libri

 

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