RSS

Archivi tag: Fede

La tortura del non abortire


Segnalato da questo articolo de La Bussola Quotidiana, si viene a sapere che l’ONU, attraverso la sua Commissione contro le Torture, avanza delle rimostranze all’Irlanda per il suo atteggiamento troppo restrittivo in materia di aborto. L’Irlanda è quindi un mostro, colpevole di rendere difficile l’aborto alle sue donne, mettendo in pratica in questo modo una sistematica tortura su di loro. Un’argomentazione francamente folle.
Non ci trovassimo in tempi di gravissima crisi economica, la notizia dovrebbe rimbalzare ben più che sulle pagine web di un piccolo marginale sito d’informazione cattolica. La crisi, a suo modo, è un’eccellente giustificazione per far sparire questo fatto dai notiziari: sarebbe meritevole di maggior attenzione, senza il governo Monti?
Analizzando la questione con maggior freddezza, emergono due problemi di ampia portata dalle letture di queste righe. Il primo è relativo al rovesciamo dell’ottica: la difesa del debole diventa difesa del forte, difesa del diritto acquisito. Il secondo è quello, strettamente politico, della sovranità nazionale – e popolare. Analizziamoli.

La possibilità della donna a interrompere la gravidanza si è così tanto consolidato da sembrare un vero diritto. L’embrione, in tutto questo, è trattato solo come un oggetto sgradito, un segmento del problema che ha gli stessi diritti di un paio di scarpe. Quando non le si vuole, le si butta. Non è diverso dall’uso degli schiavi in alcune società del passato: oggetti senza diritti, semplicemente strumenti a disposizione del padrone. Quello di vita o di morte era un diritto pienamente accettato anche all’epoca, probabilmente un diritto per cui alcuni si erano battuti. D’altronde, si può dire, quelli non erano esseri umani: erano schiavi! Spesso neppure avevano i tratti somatici – colore della pelle, forma del naso e delle labbra – di un essere umano, perché mai avrebbero dovuto essere trattati in modo diverso da una comune proprietà?
L’abominio di questo trattamento ci è oggi palese e conduce un senso di nausea a disgusto per il passato che ha pochi termini di paragone. Però ci vantiamo della conquista preziosissima della donna di poter uccidere suo figlio quando ancora è in divenire, quando è una debole creatura completamente dipendente da lei. Quando non fa tenerezza, perché non lo vediamo; quando non ha una voce con cui piangere i suoi ultimi respiri.
Quando non ha modo di farsi sentire.
Provocatoriamente, noto che i deboli sono difesi da certi partiti solo in misura del loro diritto di voto e della loro visibilità: la sinistra – i radicali? – che hanno lottato per certe “conquiste” sono ampiamente favorevoli a queste pratiche omicide. Chiedono più diritti per gli immigrati, lottano contro i soprusi commessi dal “ceto padronale” sugli operai… un essere umano ammazzato quando è un embrione, invece, pesa solo pochi grammi, non voterà mai, non finisce in prima pagina sul giornale, non da alcun fastidio. Molto semplice sbarazzarsene.
Vorrei che a questa provocazione rispondesse davvero qualcuno di sinistra, più di sinistra di quanto io sarò mai. Se ci si appella alla ragione e alla scienza, allora l’aborto deve essere rifiutato in ogni nazione dove l’omicidio è reato. Sappiamo benissimo che la scienza è fallibile, che torna sui suoi passi, che cambia idea. La scienza medica che oggi ci garantisce che un embrione al terzo mese non è abbastanza umano – e può quindi essere ucciso – magari fra due secoli sosterrà l’esatto opposto e stabilirà l’inizio della vita con la fecondazione dell’ovulo.
Ha cambiato idea su questioni che sembravano più semplici e dirette – come dubitare che il Sole gira attorno alla Terra? Diamine, lo vedo muoversi tutti i giorni! – perché dovrebbe rimanere salda su questa?

La seconda è più sottile. C’è un limite oltre il quale le organizzazioni internazionali – anche l’ONU – devono fermarsi; al momento, lo “stato nazionale” è la forma di governo che ci siamo dati e la sua indipendenza deve essere rispettata.
Sono anch’io dell’idea che lo stato com’è oggi concepito non possa funzionare e che debba perdere i suoi privilegi, a vantaggio di una struttura più modulare e più estesa, che fornisca garanzie, diritti e servizi identici in tutto il pianeta. Purtroppo siamo ancora lontani dal realizzarla, non c’è traccia di questa volontà – se non nel controllo economico di poche mani.
Allora che l’ONU si occupi di problemi veri, non di proteggere e propugnare l’omicidio sistematico di milioni di esseri umani. Dovrebbe avere un ruolo di garanzia, è nato per lavorare alla pace su tutto il globo: che si dedichi a questa grande missione. E che si occupi di torture vere, di occasioni in cui i diritti umani sono realmente svuotati e violati.
Descrivere l’Irlanda come un cattivo soggetto per le sue restrizioni in materia d’aborto – ben poco limitanti, in verità, e non così punitive – suona come un vero affronto a quanto stiamo cercando di garantire ai deboli. A tutti i deboli.

Annunci
 
15 commenti

Pubblicato da su 25 novembre 2011 in Sproloqui

 

Tag: , , , , , , , , ,

La sinistra deve essere anticristiana?


Sono giorni difficili per chi, a sinistra, pensava di essere cristiano – o, forse, per chi, cristiano, pensava di essere di sinistra.
Il dibattito circa fantomatiche inique esenzioni fiscali del “Vaticano” hanno caratterizzato una dura fase di contestazione della manovra finanziaria del Governo B., mettendo in mostra un repertorio di faciloneria, approssimazione e disinformazione che non mi aspettavo dalle correnti politiche che sostengo con atti, parole e voti.
La Questua di Repubblica, in quanto a disinformazione, penso sia seconda solo al terzetto Il Giornale/Libero/Minzolingua; sentire voci che rispettavo sparare dati inesatti a tutto spiano, spacciandoli per realtà, e vedere molta gente abboccare al tranello anticlericale ha generato un misto di scoramento e irritazione che ha avuto i suoi strascichi e continuerà ad averli in futuro.

Mi sono seriamente chiesto se l’anticristianesimo/anticlericalesimo sia una parte del codice genetico della sinistra di cui la sinistra stessa, per definizione, non possa fare a meno.
Credevo di no, da buon cattocomunista (appellativo che, come insulto, con me non attacca) ma corro il rischio di dovermi ricredere. Dati e parole alla mano, sembra proprio che la base elettorale della sinistra odi più chi aiuta i deboli (la Chiesa) rispetto a chi li affossa e li sfrutta (B. & C.).
Non sono valutazioni mie, in verità: è quello che ho raccolto discutendone qui e là su internet o con gli amici. Tutti disposti ad abbattere lo Psiconano, tutti dell’idea che lo stato sociale sia fondamentale, che l’Italia debba essere luogo per immigrati e via dicendo… e tutti pronto ad andare contro la più grande entità generatrice di “Wellfare” che abbiamo in Italia (ma anche in Europa o sul pianeta, suvvia). Affossare la Chiesa è diventato un principio valido di per sé, e pace se nel farlo – modificando la legge – si distrugge tutto il volontariato italiano. Eh si, perché i fatti, acclarati per me dalla lettura di leggi & decreti attuativi mai nominati dai detrattori, sono due:
La Chiesa già paga le tasse normalmente su tutti gli enti o le attività a carattere commerciale. Dove non lo fa è evasione fiscale e ci mancherebbe che non la andassero a punire. Ovviamente capita anche che i comuni si dimentichino… e lì scatta anche la collusione delle amministrazioni.-
Non si possono togliere le esenzioni alla Chiesa senza toglierle a tutto il no profit. Questo perché la legge parla genericamente di varie categorie di attività (tra cui l’istruzione privata… già, le scuole private non pagano l’ICI, tutte le scuole private… ma anche le COOP), quindi l’abrogazione sarebbe integrale. Peraltro, modificare la legge per escludere solo le attività ecclesiastiche sarebbe… come dire… incostituzionale! (Articolo 20).

Questo fatto è però un esempio soltanto, quello più recente da cui nasce la mia riflessione. Riflessione che parte da lontano, dalla formazione di una personale coscienza e volontà politica.
Mi sento apertamente di sinistra: in campo sociale penso di essere così a sinistra che i marxisti duri e puri avrebbero da prendere appunti quando parlo.
Approvo in toto lo stato sociale: per me la sanità dovrebbe essere solo gratuita e pubblica. Niente studi privati, niente cliniche. Esclusivamente statale: la salute è un bene troppo grande perché possa essere oggetto di logiche di mercato. Analogo discorso per le industrie farmaceutiche, ovviamente: nessuno dovrebbe sborsare un euro per essere curato.
Credo che gli evasori debbano essere puniti seriamente: un avvocato, un medico, un notaio che evade deve essere espulso dall’ordine. Stop. Un commerciante o un imprenditore che evade deve essere privato della sua attività, che verrà rivenduta all’asta. Stop. Un evasore, oltre alla multa, dovrebbe essere indirizzato a lavori di pubblica utilità (strade da asfaltare e così via) per ripagare la collettività di quello che le ha negato per anni.
Credo che le differenze di reddito/salariali/di classe debbano essere cancellate (su quelle di classe bisognerebbe aprire un altro topic perché non sono sicuro che queste classi esistano) dovrebbero essere minimizzate: non ha senso che un operaio guadagni mille euro e un dirigente un milione. Differenze minime e via così. In questo sono ampiamente contrario a ogni arricchimento basato sullo sfruttamento del lavoro (fisico o intellettuale che sia) altrui.
Sembrerebbero ordinarie posizioni d’estrema sinistra, di quella sinistra d’altri tempi… ma a cercarne le fonti, non le si trova in Marx, Lenin o Stalin.
Ho sviluppato queste idee su ben altre basi, che ho l’onore di riportarvi qui sotto:

Atti degli Apostoli, 2,42-48
Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane  e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Atti degli Apostoli, 4,32-37
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa “figlio dell’esortazione”, un levita originario di Cipro, che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l’importo deponendolo ai piedi degli apostoli.

Si, avete a che fare con un cristiano d’altri tempi, non c’è dubbio. E questo, in politica, comporta non pochi problemi.

L’essere di sinistra in quanto cristiano vuol dire, secondo me, semplicemente ritrovare la politica sociale della sinistra più idonea all’ideale di società (utopica, ahimè) che perseguo. Insomma, un’unione di intenti che ha radici in parte comuni.
Questo comporta problemi non da poco quando si scende in campo etico, perché lì le posizioni si radicalizzano su distanze a volte insormontabili.
Non faccio mistero di essere radicalmente antiabortista: ritengo l’aborto un omicidio al pari di prendere un fucile e sparare a una persona per strade. Peggio ancora, è l’omicidio ordito dalla madre stessa dell’assassinato, quindi ancora più spregevole. Comprendo razionalmente le motivazioni che, talvolta, spingono una donna a questa scelta, ma sono convinto che si tratti di una questione di educazione sociale più che di problemi pratici. Se la società proponesse fortemente serie alternative all’aborto ed educasse le giovani generazioni a queste alternative (l’abbandono del bambino e la sua assegnazione ad altra famiglia in primis), al fianco di una dovuta educazione alla responsabilità sessuale (se ti senti abbastanza grande da andare a letto con il tuo fidanzato, sappi che sei anche abbastanza grande da poter gestire la maternità che potrebbe conseguirne), penso che l’aborto diventerebbe uno strumento sorpassato, vetusto e barbaro quanto la tortura.
Sono anche contrario all’eutanasia, ma per quanto riguarda me. Penso che la vita sia un dono che non tocca a noi interrompere. D’altronde, in pieno accordo con la Chiesa, sono dell’idea che ciascuno abbia diritto di errare un po’ come gli pare. Nessuno ci obbliga a essere cristiani… quindi, con le dovute cautele, l’eutanasia dovrebbe essere una scelta autonoma del malato. Una scelta certa e sicura, però, non vaga e raggiunta per persone incapaci di comunicare attraverso vaghi ricordi di improbabili discussioni di anni addietro. Fogli scritti, firmati e testimoniati circa le proprie volontà sul proprio corpo. E, in caso di dubbi, massimo sforzo al mantenimento in vita. Non per niente, la Conferenza Episcopale Spagnola la pensa come me: in Italia, causa presenza del pastore tedesco, abbiamo un po’ di problemi a leggere le Scritture in ottica contemporanea.
In materia di referendum sulle staminali (termine veramente improprio), mi rifiutai di votare, con buona pace del PD e del suo impegno per il si. Erano quattro quesiti posti male, gestiti peggio, talvolta folli. Il problema è che su quella materia non si può far decidere a un referendum: c’è gente lautamente pagata in parlamento perché deliberi, con il sostegno e la consulenza di esperti… ebbene, che lo faccia! E io ringrazio il cielo di avere una cultura scientifica abbastanza valida da capire tutti e quattro i quesiti, comprese le conseguenze… l’italiano medio penso che non abbia afferrato nulla di quei referendum. Oltretutto un referendum è semplicemente abrogativo ed eliminare quelle norme – alcune delle quali decisamente antiquate – non avrebbe causato un vantaggio ma avrebbe semplicemente generato il far west legislativo. La conseguenza, dati alla mano, sarebbe stata l’eugenetica. permettetemi di condannare la selezione artificiale della razza umana…

Potrei intrattenervi decisamente a lungo con altri esempi, ma credo sia opportuno giungere al traguardo.
Essere cristiano di questi tempi mette in difficoltà l’essere di sinistra, almeno in me. Ci sono troppi spigoli che, anziché essere smussati dal tempo, si acuiscono e fanno male. Non fosse per questi, mi sarei già dedicato alla politica attiva da tempo, ma la difficoltà principale è trovare un partito in cui agire seriamente, senza sentirsi castrato o fuori luogo.
Evirando dal discorso ogni riferimento al centrodestra berlusconiano, la scelta è comunque difficile, perché l’UDC ha una politica sociale francamente troppo liberale – e, nonostante Popper, sono fieramente anti-liberale e anti-capitalista – mentre il PD ha la capacità di spiazzarmi ogni volta con azioni folli, come candidare dei radicali nelle sue liste, gente veramente priva di buonsenso (cristianamente parlando). L’IdV, detta in tutta sincerità da uno che più volte l’ha votata, mi suona come un partito a termine: pensionato il Nano, questi scompaiono. SEL promette bene ma è anche vittima di quei rigurgiti anticlericali che colpiscono già troppo il PD, figuriamoci i post-comunisti duri e puri. E’ veramente dura, lo so…

Abbiamo debordato dal tema principale: la sinistra deve essere anticristiana?
Vi ho esposto il mio cammino ideale: penso che, sulla base di questo, non debba esserlo. Credo, fatti di front agli occhi,l che voglia esserlo. Penso anche che una certa chiesa (la minuscola è voluta) – vedi Fisichella e le sue contestualizzazioni; vedi Ruini, vedi Bagnasco disposto a vendersi per qualche euro – faccia di tutto per riuscire indigesta a quegli elettori che, Vangeli alla mano, condividono in realtà la visione del cristianesimo. Penso, tutto sommato, che un cristiano non possa votare nulla che sia più a destra dell’UDC, perché l’equa ripartizione delle ricchezze non è un dettaglio insignificante del credo cristiano. Credo anche che le difficoltà nel votare qualcosa più a sinistra del PD siano dovute soprattutto a scontri tra posizioni cristallizzate, perché se qualcuno di SEL leggesse gli Atti come li ho citati io e se qualcuno della Chiesa si occupasse veramente di persone come chiedeva Francesco otto secoli fa… beh, la strada si farebbe più semplice per tutti.
Credo anche che la sinistra voglia essere anticristiana: è comodo, perché consente di non perdere un certo bacino di voti fatto da intransigenti che poco sanno ragionare con la loro testa. E’ facile, perché non mette in discussione meccanismi oliati. E’ lineare, perché non deve mettersi in discussione e, quindi, non rischia di perdersi per strada. Ma rimanendo sempre uguale a se stessa, rischia di svanire nel dimenticatoio, nell’anacronismo (suvvia, elogiare ancora Lenin & Stalin… non si dimostra di essere migliori dei fascisti, cribbio!).

Questo per concludere, oggi: penso che il cristianesimo possa essere la più grande risorsa per la società futura e sono certo che il cristianesimo non possa esistere senza Chiesa, per definizione. Credo ciecamente in questi ideali di cui ho parlato e prego ogni giorno perché la Chiesa si desti da questo letargo di potere secolare e si dedichi veramente a cambiare la società. Sono fiducioso, lo ammetto.
Credo anche che, in politica, la sinistra sia la scelta migliore; ma perché diventi una scelta buona, è necessario che abbandoni certe posizioni ormai datate e impari a lottare con tutte le forze democratiche che remano nella medesima direzione. Compresi noi cristiani.
A costo di rifondare la DC – di stampo Moro, intendiamoci – quel giorno voglio esserci. Non a guardare ma a fare. E credo che mi toccherà rimboccarmi le maniche fin d’ora…

 
8 commenti

Pubblicato da su 7 settembre 2011 in Politica, Sproloqui, Teoria

 

Tag: , , , , , , , , , , , ,

Stupidità dell’indignatezza?


Si odono in questi giorni proteste e contestazioni per le “folli spese” della GMG madrilena nel bel mezzo della crisi economica; pare che, poiché la situazione economica mondiale è pessima, non si sarebbe dovuto svolgere l’incontro dei giovani cattolici con il Santo Padre.
La Chiesa è stata accusata di sperperare soldi che potrebbe usare meglio e di vessare le casse spagnole, drenando denaro da queste; si parla di ben cinquanta milioni di euro come costo generale e totale dell’incontro, una cifra che, secondo alcuni, sarebbe stato meglio spendere altrove, soprattutto per la Spagna, paese messo economicamente peggio di noi (e ce ne vuole a battere Tvemonti e il Nano!).

Rivediamo però la questione con buonsenso e non con i paraocchi dell’anticlericalismo spinto, che non rende onore all’intelligenza delle persone e fa emergere opinioni di gente che dovrebbe tacere.
Più della metà della spesa è a carico del Vaticano, non della Spagna: questo riduce a circa 25 milioni la spesa spagnola. Il numero di pellegrini è stimato attorno al milione, contando gli spagnoli stessi: difficile immaginare che ciascun pellegrino spenda, in una settimana o più, meno di 25€ per spese generali, dal cibo ai souvenir. E non ditemi che cibo, alloggi, etc sono compresi nel pacchetto del pellegrino (per l’Italia dal costo di circa 400€, tutto compreso) perché non c’è giovane che non compri un gelato, un ricordo della Spagna, una bottiglia di sangria, una cartolina… e molti di loro rimangono in Spagna prima o dopo l’evento, portando altro denaro alle casse degli spagnoli. Certo, un bel po’ di pellegrini sono spagnoli… ma è comunque economia che gira, no? E sono certo che gli stranieri, da soli, coprono e superano i 25 milioni di spesa spagnola.

Aggiungiamo poi al conto una valutazione importante: la GMG costa alla Spagna 25 milioni di euro, certo. Però non è che questi soldi vengono bruciati in piazza… sono spesi sul territorio in stipendi, materie prime, straordinari delle forze dell’ordine, allestimenti e via dicendo. Sono, cioè, soldi spesi che fanno girare ulteriormente l’economia. Spagnola, ovviamente.
E mettiamo nel conto anche i 25 milioni di euro che il Vaticano investe sul territorio spagnolo… perché dubito che il palco sia costruito da cittadini vaticani, o che i rifornimenti di cibo siano gestiti da cittadini vaticani.
Inseriamo, infine, l’indotto: denaro genera denaro, spese comportano spese. Consideriamo gli introiti pubblicitari, le migliaia di giornalisti da tutto il mondo (che pagano alberghi, ristoranti, trasporti… souvenir…), la ricaduta d’immagine, quelli che fanno un salto alla GMG e nel frattempo si scoppiano due settimane di vacanze in Spagna…

Dicevamo: per la Spagna questa GMG è davvero un problema o, piuttosto, un enorme vantaggio, economicamente parlando?
Potrei accettare, al limite, la critica circa la spesa della Chiesa che “sperperebbe” 25 milioni di euro per organizzare un raduno di giovani. Ora, la crisi sarà anche un dato di fatto ma non credo sia sensato – o giusto – smettere di vivere perché c’è questa crisi; pensiamo, piuttosto, a risolverla ma non chiudiamoci in casa a piangere. Lo scopo della Chiesa è annunciare il Vangelo: quella Buona Novella ci viene in soccorso ancor più in questi momenti di difficoltà e, sinceramente, penso che siano 25 milioni ben spesi, non solo economicamente (come dimostrato sopra) ma anche da un’analisi morale/etica. Oggi c’è più bisogno di ieri di fare annuncio, verso tutti: si, 25 milioni potevano essere destinati al Terzo Mondo. Avrebbero cambiato qualcosa? O forse è un investimento migliore puntare sui giovani, annunciando loro il messaggio di fraternità di Cristo, in modo che domani non ci sia più un Terzo Mondo a cui donare monete e forze?

Insomma, a volte prima di indignarsi bisognerebbe pensare.Indignamoci perché abbiamo una classe politica che continua a tassare i soliti cittadini onesti e non combatte l’evasione fiscale; indignamoci perché il presunto Presidente del Consiglio mente regolarmente dicendo che l’ha votato più della metà degli italiani, quando se arriva al 30% è già buono; indignamoci perché la classe dirigente del paese è scandalosamente attaccata ai suoi privilegi; indignamoci perché stanno cercando di cancellare lo stato sociale duramente conquistato in anni di lotte; indignamoci perché la Chiesa viene attaccata per partito preso da imbecilli che non hanno capito un'”h” di cosa voglia dire essere cristiano; indignamoci perché il 40% dei cittadini italiani ha votato una coalizione guidata da un ladro, dimostrando di essere incapace di intendere e di volere.
lasciamo in pace Cristo e chi lavora per noi, però: abbiamo bisogno come mai di questa luce di speranza!

 
2 commenti

Pubblicato da su 19 agosto 2011 in Politica, Sproloqui

 

Tag: , , , , , ,

Cristianesimo Razionale


Qualche settimana fa mi ero imbattuto per caso in questo sito e ne ero rimasto affascinato. Il progetto ha un che di interessante, è innegabile, e la tentazione di deridere i mai troppo derisi soggetti dell’UAAR è sempre forte. Questi ragazzi lo fanno con stile e ricevono la mia ammirazione, senza dubbio.

L’antipatia per l’UAAR non è affatto dettata da motivi religiosi, ci mancherebbe; predico e pratico la tolleranza e la libertà religiosa tipica di noi postconciliari e non credo che la mia fede debba essere generatrice di biasimo delle convinzioni filosofiche altrui (quantomeno finché queste convinzioni non esondano nel civilmente intollerabile). Ciò che irrita di questi ateisti – atei è limitativo per le loro pittoresche contestazioni – è la mancanza di rispetto verso persone che hanno posizioni differenti e divergenti dalle loro. Razionalmente dovrebbero comprendere che non tutti hanno identici occhiali con cui scrutare il mondo, eppure si comportano nel modo più irrazionale possibile, molto più di alcune anziane signore frequentatrici quotidiane di parrocchie, per le quali la fede si confonde spesso con la superstizione d’altri tempi. Insomma, si tratta di personaggi e posizioni ridicole che, inoltre, fanno in modo di smontare i loro assertori, noti per incoerenza e anche per una certa malafede.

Potrei elencare numerosi arditi praticanti di queste pratiche ridicole, tra scrittori, pseudo-divulgatori-biblisti e convertitori inversi: purtroppo alcune di queste pratiche hanno attecchito anche in persone che conosco ed è sempre un dispiacere sentir proferire da amici frasi di propaganda anti-cristiana. La propaganda, infatti, di per sé porta la menzogna, la falsità e l’inganno, oppure non sarebbe propaganda.

Non da molto ho sentito dire che un cristiano non può essere scienziato e viceversa; eppure l’elenco di scienziati che si dicono credenti – non sono cattolici – è lungo, ricco e notevole. Eppure la cristianità e l’Islam hanno costruito le basi dell’attuale pensiero scientifico, già dal medioevo. Non un caso, infatti, che proprio il medioevo sia dipinto come un’era di retrogrado dominio della Chiesa, che schiacciava animi, idee e posizioni per mantenere un dominio politico. Nulla di più falso; certi atteggiamenti sono tipici della Chiesa tridentina, lì si a difesa di interessi materiali, economici e politici, mentre tutto il medioevo ha visto l’opera ininterrotta della Chiesa cattolica – e della civiltà islamica – per esaltare la ragione e lo studio del Disegno divino (Creato compreso).
Ancora, tornano disquisizioni su Creazionisti ed Evoluzionisti. Io sono indubbiamente Creazionista, se andiamo a vedere, ma questo non esclude che ci sia stata l’evoluzione. Ormai sappiamo che i meccanismi evoluzionistici di Darwin non funzionano – e i biologici contemporanei faticano a mettere ordine nelle teorie evoluzionistiche – ma è ovvio che le specie viventi non sono immutate e immutabili, Diluvio a parte. Un’evoluzione c’è stata; per me il tutto risponde a un disegno divino. Il Padre ha creato il mondo e l’ha dotato di leggi proprie – quelle che noi chiamiamo leggi della fisica, della biologia, della chimica, etc – che noi oggi dobbiamo studiare. Obbiettivo e imperativo: cosa può essere più notevole, meritevole e degno di lode che non studiare la Creazione del Padre?
Non è forse nostro dovere metterci alla prova queste leggi, scoprirle per scoprire il Disegno? Con buonsenso, ovviamente, e con l’umiltà del figlio che si avvicina a qualcosa di più grande di lui, con il rispetto per questo disegno e per i valori che sono alla base del Creato. Scienza si, ma anche Fede.

Insomma, trovo molto più irrazionali questi ateisti che la maggior parte dei fedeli; mancano, dopotutto, di vera obiettività, di vera analisi senza preconcetti, di sincerità e onestà intellettuale. Sono, invece, avvelenati da un odio irrazionale che impedisce loro di raggiungere la reale serenità necessaria per discutere davvero di argomenti così delicati. I religiosi – e le religioni – non sono privi di errori; l’uomo è fallace e contamina anche il divino, potremmo dire, se crediamo veramente. Comunque sia, gli errori della Chiesa cristiana sono numerosi, ben noti e, alcuni anche ritrattati. Davvero importante è parlarne con rispetto, con serietà e senza preconcetti,da entrambe le parti. Le partigianerie, quando ci si confronta da sponde diverse, devono essere accantonate per dare spazio a un sano, reciproco e serio confronto.
Difficile che accada, finché ci saranno ateisti di questo tipo in giro… e anche alcuni credenti assurdamente rigidi.

 
3 commenti

Pubblicato da su 17 luglio 2011 in Divulgazione scientifica, Sproloqui

 

Tag: , , , , , , ,