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Stupidità dell’indignatezza?


Si odono in questi giorni proteste e contestazioni per le “folli spese” della GMG madrilena nel bel mezzo della crisi economica; pare che, poiché la situazione economica mondiale è pessima, non si sarebbe dovuto svolgere l’incontro dei giovani cattolici con il Santo Padre.
La Chiesa è stata accusata di sperperare soldi che potrebbe usare meglio e di vessare le casse spagnole, drenando denaro da queste; si parla di ben cinquanta milioni di euro come costo generale e totale dell’incontro, una cifra che, secondo alcuni, sarebbe stato meglio spendere altrove, soprattutto per la Spagna, paese messo economicamente peggio di noi (e ce ne vuole a battere Tvemonti e il Nano!).

Rivediamo però la questione con buonsenso e non con i paraocchi dell’anticlericalismo spinto, che non rende onore all’intelligenza delle persone e fa emergere opinioni di gente che dovrebbe tacere.
Più della metà della spesa è a carico del Vaticano, non della Spagna: questo riduce a circa 25 milioni la spesa spagnola. Il numero di pellegrini è stimato attorno al milione, contando gli spagnoli stessi: difficile immaginare che ciascun pellegrino spenda, in una settimana o più, meno di 25€ per spese generali, dal cibo ai souvenir. E non ditemi che cibo, alloggi, etc sono compresi nel pacchetto del pellegrino (per l’Italia dal costo di circa 400€, tutto compreso) perché non c’è giovane che non compri un gelato, un ricordo della Spagna, una bottiglia di sangria, una cartolina… e molti di loro rimangono in Spagna prima o dopo l’evento, portando altro denaro alle casse degli spagnoli. Certo, un bel po’ di pellegrini sono spagnoli… ma è comunque economia che gira, no? E sono certo che gli stranieri, da soli, coprono e superano i 25 milioni di spesa spagnola.

Aggiungiamo poi al conto una valutazione importante: la GMG costa alla Spagna 25 milioni di euro, certo. Però non è che questi soldi vengono bruciati in piazza… sono spesi sul territorio in stipendi, materie prime, straordinari delle forze dell’ordine, allestimenti e via dicendo. Sono, cioè, soldi spesi che fanno girare ulteriormente l’economia. Spagnola, ovviamente.
E mettiamo nel conto anche i 25 milioni di euro che il Vaticano investe sul territorio spagnolo… perché dubito che il palco sia costruito da cittadini vaticani, o che i rifornimenti di cibo siano gestiti da cittadini vaticani.
Inseriamo, infine, l’indotto: denaro genera denaro, spese comportano spese. Consideriamo gli introiti pubblicitari, le migliaia di giornalisti da tutto il mondo (che pagano alberghi, ristoranti, trasporti… souvenir…), la ricaduta d’immagine, quelli che fanno un salto alla GMG e nel frattempo si scoppiano due settimane di vacanze in Spagna…

Dicevamo: per la Spagna questa GMG è davvero un problema o, piuttosto, un enorme vantaggio, economicamente parlando?
Potrei accettare, al limite, la critica circa la spesa della Chiesa che “sperperebbe” 25 milioni di euro per organizzare un raduno di giovani. Ora, la crisi sarà anche un dato di fatto ma non credo sia sensato – o giusto – smettere di vivere perché c’è questa crisi; pensiamo, piuttosto, a risolverla ma non chiudiamoci in casa a piangere. Lo scopo della Chiesa è annunciare il Vangelo: quella Buona Novella ci viene in soccorso ancor più in questi momenti di difficoltà e, sinceramente, penso che siano 25 milioni ben spesi, non solo economicamente (come dimostrato sopra) ma anche da un’analisi morale/etica. Oggi c’è più bisogno di ieri di fare annuncio, verso tutti: si, 25 milioni potevano essere destinati al Terzo Mondo. Avrebbero cambiato qualcosa? O forse è un investimento migliore puntare sui giovani, annunciando loro il messaggio di fraternità di Cristo, in modo che domani non ci sia più un Terzo Mondo a cui donare monete e forze?

Insomma, a volte prima di indignarsi bisognerebbe pensare.Indignamoci perché abbiamo una classe politica che continua a tassare i soliti cittadini onesti e non combatte l’evasione fiscale; indignamoci perché il presunto Presidente del Consiglio mente regolarmente dicendo che l’ha votato più della metà degli italiani, quando se arriva al 30% è già buono; indignamoci perché la classe dirigente del paese è scandalosamente attaccata ai suoi privilegi; indignamoci perché stanno cercando di cancellare lo stato sociale duramente conquistato in anni di lotte; indignamoci perché la Chiesa viene attaccata per partito preso da imbecilli che non hanno capito un'”h” di cosa voglia dire essere cristiano; indignamoci perché il 40% dei cittadini italiani ha votato una coalizione guidata da un ladro, dimostrando di essere incapace di intendere e di volere.
lasciamo in pace Cristo e chi lavora per noi, però: abbiamo bisogno come mai di questa luce di speranza!

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Pubblicato da su 19 agosto 2011 in Politica, Sproloqui

 

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