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L’analisi del voto: c’è una richiesta precisa


A chi dice che la moderazione e lo “spostamento verso il centro” del Pd sarebbe stata una soluzione per il tracollo elettorale, abracciando magari il renzismo e, di fatto, il montismo, consiglio un’occhiata ai fatti.

Ecco la “sezione welfare” del programma vincitore delle elezioni:
– Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito
– Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali
– Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci
– Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di operare nel privato
– Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata

Se questo è un programma moderato, io sono Bush Jr.
La sinistra ha perso perché non ha dato queste risposte all’elettorato. Il resto sono letture faziose ohttps://i2.wp.com/farm9.staticflickr.com/8037/8067477914_f4e7eeee4d.jpgincompetenti perché si scontrano con questi dati di fatto, con il voto degli italiani. Il voto moderato in Italia è stato sepolto sotto un cumulo di volontà di riforma. Parliamo del 10% scarso raccolto da Monti e delle briciole di Giannino, oltre che del Pdl, se vogliamo metterlo nel mezzo (ma Fratelli d’Italia, destra sociale, la pensa più come Grillo che come Monti). Dall’altra parte c’è tutto il grillismo e una buona parte del voto Pd, più tutto l’elettorato Sel e Rc. Più della metà del paese, la maggioranza assoluta degli italiani. Da quanto non c’erano indicazioni così chiare della volontà popolare?
Diamoci una svegliata, sinistra: tetti massime alle tariffe private, capiamoci! Praticamente la morte del capitalismo e del liberismo. L’Italia ha votato per mettere delle regole più ferrei ai privati nella sanità… rendiamocene conto invece di sognare libertà astruse che portano a gravi ingiustizie reali
Non vedere che il paese chiede una svolta verso una società più equa è come non vedere la mucca nel corridoio. Mentre ti calpesta.

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Pubblicato da su 28 febbraio 2013 in Politica, Sproloqui, Teoria

 

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Diritti, costi, benefici… e sogni!


Sono cresciuto pensando che i diritti dovessero essere gratis; dopotutto, un diritto a pagamento cessa di essere diritto, secondo me, e diventa bene superfluo.
Lo scontro con la realtà può essere traumatico – in qualche misura lo è sempre – ma di solito si sopravvive; moltissimi, però, si disilludono. Dal mio canto, invece, è rimasta la pervicacia e la testardaggine del sognatore, di colui che ai diritti ci tiene davvero. E che non si lascia abbindolare senza lottare.
Poi ci si sente soli, capita a tutti; guardandosi attorno si osservano amici, persone con le quali si pensa di condividere opinioni e spunti, cedere al duro mondo esterno e scendere a patti con un sistema che nessuno di noi apprezzava davvero. Una storia che ricorda un po’ una canzone di Gino Paoli, lo so, ma credo che, bene o male, in molti l’abbiano vissuta.

Stasera sono stato felice di sentire Gino Strada parlare di sanità pubblica; mi ha donato un sospiro di sollievo non da poco, devo ammetterlo. Strada ha ribadito con il buonsenso che lo contraddistingue la necessità di confermare e potenziare il sistema sanitario nazionale e l’urgenza di renderlo realmente gratuito. Per tutti. Ed eccellente.
Ha parlato di sprechi e di qualità, ha parlato di Emergency come modello esportabile – a basso costo – e l’ha fatto con la competenza del tecnico e con la passione del sognatore. Di quasi tre ore di programma made in Santoro, le parole di Strada, abbastanza laterali sull’argomento principale della trasmissione, sono quelle che mi hanno colpito davvero. Hanno centrato nel segno.

Il motivo è da trovarsi nell’autorevolezza della voce. Non è stato un proclama politico di un demagogo sinistroide (Vendola?) o di un marxista fuori dal mondo reale, ancora convinto che teorie economiche ottocentesche che provano a prevedere la storia siano attuabili e realizzabili. Gino Strada ha parlato armandosi di buonsenso e di competenza, sicuro sull’argomento perché lo conosce e perché ha messo in pratica in prima persona quel che predica. E nessun marxista può dire altrettanto – per fortuna.
Allora, se anche una persona di buonsenso, una persona pienamente ancorata nella nostra realtà e nel contesto, che opera in giro per il mondo da decenni, coltiva sogni come quelli di questo misero trentenne di provincia, c’è speranza. E non si tratta di una speranza politica, ideologica o teorica: si tratta di un approccio realistico, praticabile e perseguibile. Una strada su cui incamminarci e che ha tutte le caratteristiche della via reale.

Non voglio soffermarmi su Strada e sulla sanità – gratuita – perché non è l’argomento del post; voglio piuttosto vertere sulla necessità di sognare e di pensare a come cambiare davvero il mondo.
A piccoli passi. Con buonsenso/senso comune (criticato). Senza un’utopia finale.
Diamo tutto lo spazio a Popper, se lo merita; ma diamo anche spazio ai sogni e alla voglia di realizzare questi sogni. Non dobbiamo essere indignati dalla realtà, ha detto don Ciotti, ma infuriati. E dobbiamo voler cambiare questa realtà, in meglio. Per tutti.
Molto scout tutto questo, perché si tratta veramente di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato. E allora facciamolo, invece di lamentarci del governo, dei politici, del sistema. Piantiamola di cedere e facciamo avanti le proposte che veramente ci stanno a cuore. Piuttosto litighiamo, ma eliminiamo il silenzio.

 
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Pubblicato da su 23 dicembre 2011 in Politica, Sproloqui, Teoria

 

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