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La sinistra al bivio: il domani non può essere ieri

28 Feb

Questo è un pensiero nato su Facebook, come un posto in risposta a una discussione.
Lo condivido sul blog, perché credo dica tutto riguardo ciò che penso del futuro della sinistra e del paese. In poche righe.

https://i1.wp.com/cdn1.beeffco.com/files/poll-images/normal/sinistra-ecologia-liberta_10319.jpg

Renzi non porta alcuna novità. Anzi, peggio: la sue posizioni sono una riedizione postuma delle idee della Tathcher e di Reagan che, con il senno di poi, possiamo dire erano pessime e ci hanno condotto all’attuale crisi economica. Come disse “qualcuno”: “Renzi è giovane e simpatico ma ha idee vecchie e antipatiche“.
Basta con il liberismo, basta davvero. Servono riforme serie del welfare e degli amortizzatori sociali, e che non siano privatistiche, perché la salute è un diritto e non può essere nelle mani delle logiche di mercato. Serve un profondo ripensamento della scuola e della cultura nel paese, perché altrimenti si rimane nel baratro del berlusconismo e del grillismo (a partire dall’eliminazione dei finanziamenti alla scuola privata che sono incostituzionali!). Serve un rilancio della politica industriale ed energetica, guardando al futuro, guardando agli operai e ai loro diritti, compreso il lavoro: perché il lavoro è un diritto, non qualcosa che devi sognare la notte o per il quale devi prostituirti! In generale serve che guardiamo al futuro, non a una società capitalista ormai collassata: perché quello che propone Renzi è la visione montiana del futuro. Fatto di rigore, fatto di conti che devono tornare e fatto di numerose altre assurdità che con lo stato sociale, con la solidarietà, con l’uguaglianza di fatto delle persone non hanno nulla a che vedere.
Se la “sinistra” che si ha in mente per il futuro è una sinistra che privatizza la sanità, una sinistra che apre ai prestiti studenteschi per gli studi, una sinistra che vuole continuare a finanziare la scuola privata, una sinistra che lascia nella bratta gli operai distruggendo i loro diritti – quei diritti che ha scritto la DC, mica il PCI! Diamine, ci fosse oggi Moro prenderebbe a testate sia Renzi che Bersani, ma soprattutto Renzi! – e una sinistra che non intende far uscire il paese dal populismo postberlusconiano in cui siamo caduti, io di questa sinistra non voglio far parte. Mi fa schifo quanto il Pdl ed è antitetica a tutto ciò in cui credo: umanamente, politicamente, religiosamente, scoutisticamente!

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5 commenti

Pubblicato da su 28 febbraio 2013 in Politica, Teoria

 

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5 risposte a “La sinistra al bivio: il domani non può essere ieri

  1. jackilnero

    28 febbraio 2013 at 08:24

    fatto sta che avrebbe probabilmente vinto

     
    • Andrea

      28 febbraio 2013 at 09:52

      Più importante la vittoria o più importante governare bene?
      Cosa me ne faccio di un partito di governo con l’etichetta di “sinistra” che poi agisce come un partito di centrodestra? A me le etichette non servono e non piacciono, valuto dalle azioni: e le azioni proposte da Renzi non mi piacciono, anzi!

       
      • jackilnero

        28 febbraio 2013 at 10:13

        Si si era solo una constatazione.
        Poi ci sono molte persone di sinistra a cui Renzi non dispiace.
        E il PD non è il PDL , almeno non credo, dove uno decide per tutti.

         
      • Andrea

        28 febbraio 2013 at 11:40

        Rimangono due fatti:
        – il programma renziano non mi piace
        – l’Italia ha votato un indirizzo programmatico di tutt’altro tipo

        Non possiamo certo dire che Bersani ha sbagliato perché non ha guardato all’elettorato di Renzi, quando la vera fuga di voti è stata verso un programma ancora più radicale. Semmai possiamo dire che ha sbagliato a non seguire di più la linea di Vendola (il programma di Sel ha ancora più punti di contatto con quello dei grillini).

         
      • jackilnero

        28 febbraio 2013 at 12:11

        Concordo sulla virata a SEL, ma non avrebbe funzionato cosi bene come per il M5S.

        La fuga sarebbe stata arrestata dai milioni che hanno votato più a destra.

        Ma insomma ora parliamo di se e ma, davanti alle macerie. Speriamo bene 😉

         

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