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Archivio mensile:febbraio 2012

Saviano e la sinistra


Torno dopo un lungo esilio, frutto di impegni, di stanchezza e di riflessione.
Torno perché il blog continua, nonostante tutto

Che cosa significa essere di sinistra? È possibile ancora esserlo? Sentire nel profondo di appartenere a una storia di libertà, a una tradizione di critica sociale e di sogno, a un percorso che sembra essersi lacerato, reciso. Con un immenso passato e un futuro incerto? E soprattutto di quale sinistra parliamo e di quale tradizione?

Saviano – quello che rovinava l’immagine del paese perché parlava di Camorra, secondo quel tizio basso che presideva una farsa di Consiglio dei Ministri fino a pochi mesi fa – ha aperto così un suo articolo per Repubblica.
Si tratta di una riflessione interessante, che mi trova partecipe del cammino di questa sinistra italiana sempre più snaturata: dopotutto, guardando al PD, sembra tanto di vedere una politica scarsamente sociale e fortemente liberale. Uno schifo, diciamocelo.
Eppure non si tratta di essere massimalisti anziché riformisti, di porsi fuori dagli schemi della nostra contemporaneità, anzi.
Condivido pienamente quando Saviano ricorda:
Ma c’è invece, fuori dal Parlamento, una certa sinistra che vive di dogmi. Sono i sopravvissuti di un estremismo massimalista che sostiene di avere la verità unica tra le mani. Loro sono i seguaci dell’unica idea possibile di libertà, tutto quello che dicono e pensano non può che essere il giusto. Amano Cuba e non rispondono dei crimini della dittatura castrista […] non rispondono dei crimini di Hamas o Hezbollah, hanno in simpatia regimi ferocissimi solo perché antiamericani, tollerano le peggiori barbarie e si indignano per le contraddizioni delle democrazie. Per loro tutti gli altri sono venduti“.
La sinistra sta veramente perdendo il suo orientamento: credo, in verità, che l’abbia perso da un pezzo e che solo oggi raccogliamo questi ultimi frutti, questa devastazione solitaria, questo silenzio della coscienza.
Avevo parlato tempo fa della relazione tra cristianesimo e sinistra, però credo che il discorso non sia affatto limitato al solo cristianesimo, anzi: penso che buona parte della sinistra abbia problemi di buonsenso. Sano, radicato, buonsenso.

Sembra, allora, di tornare a Popper e al suo senso comune criticato. Non male come regressione, senza neppure bisogno di essere liberali per criticare la sinistra. Anzi, se Renzi ce lo invidia la destra, dobbiamo fermarci a riflettere.
Riflettere a lungo, diciamocelo…
Credo che la parola chiave dell’articolo precedente sia, appunto, dogma: fa molto sovietico e abbiamo visto che fine ha fatto il socialismo dittatoriale. Sappiamo anche in quale povertà ha vissuto la gente in quel socialismo.
Dogma perché si tratta di posizioni d’origine, non discutibili, non rimovibili, non mutabili neppure al cambiare delle condizioni. La sinistra italiana attuale in larga parte è schiava di questi dogmi: pochi si salvano, pochi sanno parlare davvero dei problemi del paese analizzandoli tramite valori di sinistra ma con obiettività e senso critico, pochi sanno attualizzare questi valori a un mutato contesto.
Attualizzare non significa tradire, bensì leggere nell’ottica del tempo che è passato: il marxismo classico affronta problemi ormai passati – spesso passati grazie al marxismo, in qualche modo, eh – e devono essere estrapolate alcune chiavi di lettura per impiegarle oggi, rendendosi conto che la struttura generale ha ampie validità ma anche che come teoria scientifica è una frana.
Solo i valori restano in piedi: uguaglianza reale, libertà, bassa suddivisione sociale. La nostra Costituzione, in pratica. Perché restino in piedi, quindi, è fondamentale che ci rendiamo conto proprio di questo: sono i valori a dover essere preservati, non i dogmi formali.

Spero di esser stato chiaro e non confusionario: il messaggio è abbastanza importante, forse è fondante per il cammino futuro della sinistra.
Dobbiamo svegliarci, passare oltre a certe immagini-tipo, certi eroismi che di eroico hanno ben poco, e riflettere sulla storia: solo analizzando ciò che è stata possiamo provare a delineare ciò che vogliamo sia domani la sinistra.

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Pubblicato da su 28 febbraio 2012 in Politica

 

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